di Gioacchino Basile
Bruno Contrada non è l’uomo delle Istituzioni condannato a seguito delle calunnie dei pentiti… Rita Borsellino non stà diffamando Bruno Contrada, come minaccia fra “le righe” l’avvocato Giuseppe Li Pera. La mia storia e le mie difficoltà sociali e politiche, n otificano al dil là d’ogni ragionevole dubbio che Bruno Contrada e un attore di quell’infame teatrino, che ha garantito, (a mio avviso per conto delle “Istituzioni Politiche” ) le illegalità di quel consociativismo, che dal 1979 (omicidio del giornalista di cronaca Mario Francese, Cesare Terranova e Lenin Mancuso) al 19 luglio 1992, strage di via D’Amelio, utilizzo le funzioni stragiste di “cosa nostra” per inibire ad ogni costo i dettati della legge, previsti chiaramente dalla nostra Costituzione Democratica. Bruno Contrada non può e non deve ricevere alcuna Grazia, senza aver prima confessato e indicato con chiarezza quelli che, lungo l’arco di quegli infami 13 anni s’avvantaggiarono delle sue funzioni e di quelle di “cosa nostra”. Se è vero che lui stà soffrendo è anche vero che, i “pezzi di carne” dei nostri Eroi non furono mai ricomposti con certezza!!! Bruno Contrada non può negare d’aver bivaccato “fraternamente” con i criminali in via Guido Jung, in via Ruggero Marturano ed in via Don Orione, perchè l’ho visto io, con i miei occhi. Bruno Contrada deve spiegare quali tipi di contatti aveva con il suo confidente, Antonino Pipitone, da me visto per ben due volte, in piena attività; in via Montalbo la tarda mattina, ed in via Dei Cantieri il pomeriggio di sabato 18 luglio con Pietro Scotto, “il telefonista”, “accozzaglia umana” a disposizione di “cosa nostra” che ben conosco da sempre. Bruno Contrada non può dire, di non aver mentito ai Giudici perchè io, con prove inoppugnabili ho dimostrato ad essi che, la saletta riservata nel ristorante “il Delfino” esisteva e come subito dopo “le dichiarazioni dei “pentiti” quel Ristorante fù stravolto da lavori di urgente ristrutturazioni, agevolandosi della sparizione immediata delle planimetrie catastali!!! (sic.) I tempi, le modalità e la strategia emotiva messa in campo per liberare ‘”l’uomo buio” delle Istituzioni Bruno Contrada, mi fanno pensare sempre più al fatto che, o rmai il tempo della ragione si stia esaurendo… Il nostro Paese non può avere il volto di quelli che da sinistra a destra, hanno paura della verità…. Ora basta!!! Se qualcuno pensa che il sangue degli onesti non vale nulla: allora non deve valere più nulla, la pacifica convivenza con il volto del potere, impostoci da questo Stato!!!