Il Secolo XIX
La polizia ha annunciato di avere arrestato nei dintorni di Palermo, Salvatore Lo Piccolo, un boss latitante da una ventina d’anni e che viene indicato come il nuovo capo di Cosa Nostra insieme a Matteo Messina Denaro dopo l’arresto di Bernardo Provenzano. Oltre a Lo Piccolo, 65 anni, accusato di essere il capo del mandamento mafioso di Resuttana San Lorenzo, gli agenti hanno arrestato il figlio Sandro (a sinistra nella vecchia foto d’archivio riprodotta qui sotto), anch’egli latitante e che secondo gli inquirenti sarebbe uno dei capi emergenti della mafia , e due altri presunti esponenti mafiosi, Gaspare Pulizzi e Andrea Adamo, rispettivamente indicati come «reggenti» di Brancaccio e di Carini.
La direzione centrale della polizia criminale era alla ricerca di Salvatore Lo Piccolo, nato a Palermo nel luglio del 1942, dagli anni 80. Nel 1992 era stato diramato un mandato di cattura internazionale. Dal 1998 era ricercato anche per concorso in omicidi, omicidio, associazione di tipo mafioso e altri reati. Sandro Lo Piccolo, 32 anni, condannato all’ergastolo , era ricercato a livello internazionale dal 2000. Dal 1998 era nel mirino degli investigatori per omicidio e altre accuse. Dal 2001 per i reati di associazione di tipo mafioso ed estorsione. Padre e figlio erano inseriti nella lista dei «latitanti di massima pericolosità» della polizia criminale. L’operazione in cui sono stati arrestati è avvenuta a Carini, nei pressi del capoluogo siciliano, dove apparentemente si stava tenendo un summit dell’organizzazione criminale, dicono gli investigatori. L’arresto di Lo Piccolo è stato salutato con soddisfazione da Leoluca Orlando, storico sindaco di Palermo e oggi esponente dell’Italia dei Valori: «Dopo l’arresto di Provenzano e in attesa dell’arresto di Matteo Messina Denaro l’arresto dei Lo Piccolo è un colpo importante alla criminalità mafiosa , in particolare con riferimento alla realtà palermitana. Siamo certi che così continuandosi potrà colpire ulteriormente la mafia , tanto consegnando alla giustizia gli uomini dei corleonesi quanto i cosiddetti americani, che della `crisi di egemonia´ dei corleonesi stanno traendo vantaggio». «Non esiste modo migliore per celebrare la giornata della memoria delle vittime della mafia , che ricorre proprio oggi – ha commentato invece in una dichiarazione Giorgia Meloni, vice presidente della Camera e leader di AzioneGiovani, l’organizzazione giovanile di An. «In un momento in cui l’incolumità nazionale è messa in serio pericolo dalla criminalità e gli episodi di violenza appaiono ormai innumerevoli, notizie come questa lasciano acceso un barlume di speranza nel domani. L’auspicio è che le Istituzioni tutte collaborino affinché la sicurezza torni ad essere l’assoluta priorità dello Stato». Nel marzo 2005 la polizia aveva arrestato 84 persone accusate di far parte dell’organizzazione guidata da Salvatore Lo Piccolo. Nell’aprile 2006 era stato arrestato invece Bernardo Provenzano, latitante da 43 anni e ritenuto il «capo dei capi» della mafia . Resta ancora in libertà Matteo Messina Denaro, 45 anni, ricercato dal 1993 per vari reati tra cui associazione a delinquere e strage .