la Repubblica
Nando dalla Chiesa, sottosegretario al ministero dei Beni culturali nell’ ultimo governo Prodi, torna a occuparsi di Genova dove era stato eletto senatore nel 2001. Un senatore attento, presente sul territorio, che aveva sviluppato una lunga ricerca anche sul centro storico della città, lui sociologo dell’ economia laureato alla Bocconi. Torna perché l’ ha voluto Marta Vincenzi, perché, spiega, «se sei chiamato in un momento di difficoltà, e sei convinto di poter realizzare qualcosa, è giusto non tirarsi indietro». E torna, soprattutto, per vincere una sfida per Genova, che non ha dimenticato. Scrittore, autore teatrale, Nando dalla Chiesa ha fondato una casa editrice ” Melampo” ha inventato, con Lidia Ravera il “Mantova Musica Festival”. Come politico è un ulivista convinto, tifoso da subito del Pd. Dal 2006 non è stato più candidato, è tornato a insegnare all’ Università. Professor Nando dalla Chiesa, che ritorno. Com’ è andata? «Domenica pomeriggio mi ha telefonato Marta Vincenzi, abbiamo parlato, lei mi ha spiegato che cosa voleva da me. E io ho risposto, va bene». Così, dopo un po’ di anni, nel bel mezzo di una crisi che ha come epicentro il Comune. Così semplice, facile, dire di sì? «Una delle ragioni è che se sei chiamato in una situazione di difficoltà, e pensi di poter dare una mano, credo sia giusto non tirarsi indietro». E poi? «E poi, anzi, soprattutto, Genova che sta vivendo un momento difficile. E allora c’ è la sfida di riuscire a dare una mano, una sfida importante, stimolante, per una città dove sono stato eletto senatore che ho rappresentato, con gli altri, in Parlamento». Professor dalla Chiesa, lei, non sarà assessore. Un’ altra scelta? «No, una necessità. Sono docente universitario, esiste incompatibilità con la carica di assessore. E comunque ho avviato una serie di progetti proprio con l’ Università che intendo portare a termine». Che ruolo avrà? Uomo immagine di Genova, il “portavoce” della città? «Lascio a Marta il compito di spiegare meglio e nei dettagli, certo mi occuperò in qualche modo di cultura della città, userò l’ esperienza che ho maturato come sottosegretario ai beni Culturali nel governo Prodi, dove tenevo i rapporti con Università, Accademie, Conservatori. Vedremo». La sua sfida per Genova quando partirà? «Al più presto, la prossima settimana sarò in Comune». Ma il suo ruolo sarà simile a quello di Renzo Piano, superconsulente senza obbligo di presenza, diciamo così? «Ripeto, capirò meglio dopo aver riparlato con il sindaco. Per la presenza, no, sarà diverso. Io sarò operativo, sulla città. L’ ho promesso e mantengo. E sono contento, davvero, di questa occasione».
WANDA VALLI