Mastella e Lonardo: i fatti nel comunicato di Maffei

da ecostiera.it

Il procuratore della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere, Mariano Maffei, sottolinea che le indagini sono partite da intercettazioni telefoniche relative alla gestione di appalti e servizi pubblici della Provincia di Caserta.

Gli accertamenti svolti dai carabinieri hanno «consentito di far luce su di un tessuto illecito stabilmente radicato nell’area politica, amministrativa e giudiziaria della Campania»- dichiara .

Un tessuto di connivenza e complicità. Le accuse contestate vanno dall’associazione per delinquere al falso in atto pubblico, corruzione, concussione e turbativa degli appalti.

Il procuratore Maffei parla di «un tessuto fatto di trame fitte, di connivenze e di complicità così forti tanto che molti enti pubblici regionali e molti enti locali campani hanno conformato le loro scelte non già improntando ogni valutazione al perseguimento di interessi pubblici, bensì asservendo il bene della cosa pubblica agli interessi di un gruppo ristretto di persone.

In particolare «le indagini hanno consentito di accertare che i concorsi pubblici gestiti dagli indagati nelle loro diverse qualità istituzionali non venivano vinti dai candidati più bravi e meritevoli, bensì esclusivamente dai candidati sponsorizzati da Camilleri e dal suo partito».

Carlo Camilleri, presidente dell’Autorità di bacino del Sele e suocero di uno dei figli del ministro Mastella, doveva essere condotto in carcere, ma da ieri si trova in ospedale per un malore, pertanto al momento risulta essere piantonato.

“Facendosi forte del potere politico amministrato dal partito Udeur, Camilleri, ha orientato di fatto ogni scelta e ogni decisione di enti locali in cui sia presente uno schieramento politico di tale partito». spiega Maffei.

Nell’ambito dell’indagine è stato sospeso anche il prefetto di Benevento Giuseppe Urbano, da circa due anni nel Sannio dopo essere stato vicario a Caserta, indagato per falso; il giudice del Tar Campania Ugo De Maio, al quale viene contestata la rivelazione di segreto di ufficio, e il vigile urbano Luigi Treviso, in servizio ad Alvignano, indagato per falso.

«I primari ospedalieri non venivano nominati dai direttori generali della ASL sulla base delle loro capacità professionali, bensì sulla base delle indicazioni fornite loro da esponenti politici di rilievo» dice Maffei nel comunicato.

Il procuratore sostiene inoltre che «le gare di appalto per il conferimento di incarichi di progettazione non venivano affidate ai professionisti che garantissero economicità, qualità ed efficienza nelle loro prestazioni verso l’ente pubblico, ma sulla base del fatto che il partito politico si sarebbe attivato, con i suoi esponenti regionali per far pervenire all’ente locale che li ha illecitamente nominati, finanziamenti pubblici erogati per realizzare le opere per le quali gli incarichi sono stati conferiti, che altrimenti le amministrazioni non avrebbero potuto mai ottenere».

La custodia in carcere riguarda Carlo Camilleri, Vincenzo Lucariello, Antonello Scocca e Domenico Pianese.

Gli arresti domiciliari sono stati disposti per Sandra Lonardo, Fausto Pepe, Carlo Bianco, Erminia Florenzano, Andrea Abbamonte, Luigi Nocera, Francesco Cardone, Ferdinando Errico, Vincenzo Liguori, Nicola Ferraro, Nino Lombardi, Angelo Padovano, Domenico Pietrocola, Francesco Zaccaro, Antonio Barbieri, Letizio Napoletano, Paolo Budetta, Cristiana Fevola e Ugo Ferrara.

Le interdizioni :
Interdizione dall’ufficio del giudice del Tar per Ugo De Maio.
Interdizione dall’ufficio di vigile urbano per Luigi Treviso.
Interdizione dall’ufficio di prefetto della Repubblica per Giuseppe Urbano

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