Campania, arrestato consigliere regionale

In Campania “si può fare”, proprio come in Calabria! Infatti ne hanno arrestato un altro. Era già indagato per concorso esterno in associazione mafiosa ed ora è agli arresti per corruzione.
Il 28 gennaio 2008 si apprendeva che il consigliere regionale della Campania, Roberto Conte (Partito Democratico) era indagato per concorso esterno in associazione mafiosa. Al centro dell’indagine i suoi legami con il clan camorristico dei Misso. Uno si aspetta che il nuovo PD di Veltroni (alleato con Di Pietro e la sua Italia dei “Valori”) lo avesse allontanato all’istante. Ed invece, come al solito niente.
Il 20 febbraio 2008, nemmeno un mese dopo quella notizia, il consigliere regionale Roberto Conte è stato arrestato per corruzione. Lui, un “rutelliano coraggioso”, viene quindi sospeso dagli incarichi interni, ferma restando – ci tengono a sottolinearlo i dirigenti del PD – che resta innocente sino a sentenza definitiva.
Per l’ennesima volta se non arriva la Magistratura, un uomo colpito da gravi sospetti, da gravi indizi, per collusione mafiosa e corruzione, resta beatamente al suo posto. Complimenti, ancora una volta alla politica (che dovrebbe essere quella nuova, pulita, sic!).
Ma forse in Campania hanno interpretato il “si può fare” veltronian-dipietrista come auspicio di battere – o quanto meno tentare di pareggiare i conti – con il Consiglio regionale della Calabria dove si contano almeno 34 consiglieri (su 50) tra indagati, condannati, prescritti, rinviati a giudizio o arrestati. Bassolino – rinviato a giudizio per la partita rifiuti e gli affari d’oro dell’Impregilo e Fibia, il consigliere regionale dell’Italia dei “Valori” e segretario provinciale di Napoli, Nicola Marrazzo con la sua famiglia, a partire dal fratello, che è stata ed è con le sue società (stando alle risultanze investigative, ai verbali ora de-secretati della Commissione di Inchiesta sui Rifiuti e la Prefettura di Napoli) legata al potente clan camorristico dei Casalesi. Certo di strada ce ne vuole per raggiungere la regione del già prescritto e rinviato a giudizio Agazio Loiero, ma “si può fare”… D’altronde Marco Minniti, leader dei Ds (ora PD) calabrese e vice-ministro degli Interni, anziché pretendere lo scioglimento del Consiglio Regionale della Calabria, ha supplicato la coalizione a resistere ancora e non cedere. Complimenti!


Rassegna e aggiornamento

20.02.2008 – la Repubblica
Campania, in manette consigliere regionale Pd

28.02.2008 – Corriere della Sera
Camorra, indagato il consigliere regionale Conte (Pd)

Nel 2009 in primo grado, con rito abbreviato, Conte viene condannato a due anni e otto mesi per concorso esterno in associazione camorristica. Conte venne eletto in Regione, nel 2000, per voto di scambio con il clan Misso.

 

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