Lotta contro la tratta: a Torino un tavolo provinciale per coordinare enti pubblici e privati

dal sito del Gruppo Abele

Il protocollo di intesa è stato firmato nel mese di giugno 2007. Ma la collaborazione tra Provincia, Comune e privato sociale sul territorio ha radici ben consolidate.

Uniti per contrastare la tratta delle persone. Con il protocollo d’intesa siglato lo scorso 13 giugno presso la sede della Provincia di Torino, più di 20 realtà tra organizzazioni, gruppi, enti pubblici e privati operanti nel capoluogo piemontese e nella Provincia hanno sottoscritto il proprio impegno a “fare rete” per favorire l’inserimento sociale, lavorativo e abitativo delle vittime di tratta.
Il tavolo, coordinato da Aurora Tesio, assessora alle Pari opportunità e Relazioni internazionali della Provincia di Torino, in stretta collaborazione con il Comune di Torino e con organizzazioni e associazioni private, vuole porsi come interlocutore tra soggetti, istituzionali e non, che lavorano a livello operativo per debellare la tratta delle persone.
Dietro la firma del protocollo ci sono una forte volontà di dialogare tra enti, consolidata negli anni, e la comune esigenza di garantire alle persone affrancatesi dallo sfruttamento tutte le opportunità per superare le difficoltà del reinserimento. Già dal 2000, infatti, la Provincia di Torino si è impegnata attivamente nel promuovere l’aggregazione tra organizzazioni, enti e associazioni che sul suo territorio si occupano di tratta delle donne a scopo di sfruttamento sessuale. Dello stesso anno è la costituzione della Rete Freedom che realizza, grazie ai finanziamenti dei propri progetti da parte del ministero per le Pari opportunità e al coordinamento del Comune di Torino, programmi di intervento a sostegno delle persone vittime di tratta, per l’inserimento in percorsi di accoglienza e integrazione. Nel 2002 ha preso avvio, grazie a finanziamenti dell’iniziativa comunitaria Equal, il progetto “Life: Libertà Femminile” con l’obiettivo di costruire, a livello provinciale, una metodologia di lavoro condivisa, che affrontasse le problematiche connesse alle donne vittime della tratta a scopo di sfruttamento sessuale, dal momento della prima accoglienza fino all’inserimento lavorativo e abitativo. A dicembre del 2006 è stato istituito il Coordinamento nazionale degli enti locali contro la tratta, con sede a Roma presso l’Associazione nazionale Comuni italiani (Anci). Tale coordinamento, di cui fanno parte anche la Provincia e il Comune di Torino, sostiene e valorizza l’azione degli enti locali nella lotta alla tratta delle persone e favorisce un approccio di rete tra i territori e di collaborazione stabile con l’Amministrazione centrale.
Il lavoro di rete, favorito dalla nascita di questo protocollo d’intesa ufficiale, consentirà di amplificare, ottimizzare e personalizzare le opportunità offerte a chi chiede aiuto, come spiega Marco Borgione, assessore alla Famiglia e ai Servizi sociali della Città di Torino: “Il potere di intervenire sulle scelte amministrative e politiche con la partecipazione di più soggetti, sottende il fatto di far prevalere la persona a cui ci si sta rivolgendo, rispetto a scelte politiche prese a priori. Significa lavorare su diversi aspetti: lo sfruttamento, la violenza, il desiderio di affrancarsi da una situazione difficile. Bisogna dare nuove prospettive, e lo si può fare soltanto attraverso un sistema coordinato di servizi alla persona. Questo lavoro è assistenza, ma anche pari opportunità, inserimento nel mondo lavorativo, accoglienza e formazione professionale”.
Il protocollo d’intesa per la costituzione del tavolo provinciale antitratta è stato sottoscritto da: Provincia di Torino, Città di Torino, Città di Moncalieri, Università degli Studi di Torino, Anci Piemonte, associazione Gruppo Abele, associazione Tampep, Ufficio pastorale dei Migranti, associazione Compagnia delle Opere del Piemonte, Unione provinciale di Torino delle Confcooperative, Cicsene, Casa di Carità Arti e Mestieri, Coldiretti Torino, Cooperativa sociale Senza Frontiere, associazione Alma Terra, associazione Idea Donna, associazione Ewivere, associazione Mamre, associazione Utopia 2000, Volontariato Vincenziano, Cooperativa sociale Progetto Tenda, Sermig.

Clicca qui per leggere il protocollo d’intesa del tavolo provinciale antitratta

 

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