Corriere della Sera
I dati emergono dalle indagini seguite all’agguato di Natale 2006
‘Ndrangheta, a Duisburg per evitare vendette
Alcune delle sei vittime in Germania nel timore di eventuali ritorsioni.
Uno degli uccisi era in Calabria fino a sabato
SAN LUCA (REGGIO CALABRIA) – Marco Marmo, uno dei sei calabresi uccisi nella strage di Duisburg, fino a sabato scorso si trovava in Calabria. L’uomo proprio sabato si era recato nella Questura di Reggio Calabriadove gli era stato notificato un avviso orale emesso dal questore, Antonino Puglisi. Una misura di prevenzione motivata proprio dalla possibilità che l’uomo, vicino alla cosca Vottari, potesse essere coinvolto nella faida con gli Strangio-Nirta. Nell’avviso Marmo veniva diffidato dal frequentare pregiudicati e dall’allontanarsi da casa nelle ore notturne. Una delle ipotesi che vengono prese in considerazione dagli investigatori è che fosse proprioMarmo uno degli obiettivi principali della strage.
VITTIME IN FUGA – La Polizia sta inoltre valutando l’ipotesi che alcune delle vittime della strage di Duisburg si trovassero in Germania per sfuggire a possibili vendette nell’ambito della faida di San Luca. Un dato che è emerso, infatti, dalle indagini seguite all’uccisione il giorno di Natale del 2006 di Maria Strangio, moglie di Giovanni Nirta, uno dei presunti capi dell’omonima cosca della ‘ndrangheta, è l’allontanamento da San Luca, nei giorni immediatamente successivi alla ripresa della faida, dei componenti delle famiglie in lotta. Una fuga volontaria per sottrarsi alle vendette incrociate tra i due gruppi coinvolti nella faida. I pochi appartenenti alle due famiglie rimasti a San Luca sono stati sottoposti in questi ultimi mesi al controllo delle forze dell’ordine, proprio per prevenire altri possibili episodi nell’ambito della faida. È maturata così, per questo motivo, la decisione del gruppo Strangio-Nirta, per vendicare l’uccisione di Maria Strangio il 25 dicembre scorso, di andare a colpire gli appartenenti al gruppo rivale, dopo averli individuati e averne studiato gli spostamenti, in Germania. Una situazione che ha reso più facile l’organizzazione dell’agguato, visto che le persone obiettivi dell’agguato si sentivano al sicuro in Germania.