[nella foto Giorgio Comerio]
- Il monitoraggio radioattività lungo le coste Calabria e Basilicata
- Le navi dei Veleni – di Legambiente e WWF
- Dossier “EXPORT DI VELENI” di Greenpeace
- Somalia: quando era meglio Maometto di Marx
dal sito zonanucleare.com
Il monitoraggio della radioattività
lungo le coste della Calabria e Basilicata
(1996-1997)
A fronte delle ricorrenti notizie sulla possibile contaminazione derivante da affondamento in fondali profondi di navi con a bordo materiali radioattivi e da depositi clandestini di rifiuti radioattivi posti nelle vicinanze delle coste, l’ANPA ha ritenuto opportuno (con la collaborazione delle forze operanti sul territorio: il Centro di Riferimento Regionale per il controllo della radioattività ambientale della Regione Calabria, il Servizio di Fisica Sanitaria dell’Azienda Sanitaria “Pugliese-Ciaccio” di Catanzaro, il Centro di Ricerche Energia dell’ENEA di S. Teresa) fare il punto della situazione lungo le spiagge e per quel che riguarda il mare in vicinanza della costa, in modo da fornire alle Autorità locali e alla popolazione un’informazione corretta e circostanziata.
Tra le attività di monitoraggio della radioattività ambientale vanno anche ricordate le campagne straordinarie di misura condotte annualmente, a partire dal 1995, lungo le coste della Calabria, ed estese nel 1997 a quelle della Basilicata, per verificare l’eventuale presenza di radionuclidi nelle acque costiere, sulle spiagge e nei prodotti ittici (Rapporto Calabria 1996, Rapporto Calabria-Basilicata 1997).
Il monitoraggio della radioattività lungo le coste ha richiesto un reticolo di prelievi e di misure ogni cinque chilometri per tutte le coste dello Ionio e del Tirreno, della Calabria e della Basilicata. Sono state analizzate le acque, i sedimenti marini, il pescato ed altri organismi che consentono di verificare (quindi, senza intervenire nel merito di questioni che peraltro sono oggetto di indagine da parte della magistratura) che non vi fossero comunque effetti avvertibili nell’ambiente o a danno della salute dei cittadini. Gli esiti del lavoro svolto dall’ ANPA sono stati assolutamente tranquillizzanti.
da “Le navi dei veleni” – [qui il testo integrale in formato .pdf]
Cronistoria di un intrigo internazionale – Legambiente e WWF
[embeddoc url=”https://www.casadellalegalita.net/materiali/ambiente/JollyRosso.pdf”]
maggio 2002
dal dossier “EXPORT DI VELENI” di Greenpeace
”Da notare che, secondo il settimanale Famiglia Cristiana, il referente europeo dell’affare Mozambico sarebbe il faccendiere Nickolas Bizzio. Bizzio e’ attivo nelcampo dei traffici internazionali di rifiuti fin dagli anni ’80, quando attraverso l’italiano Luciano Spada – deceduto nel 1989 – trattava contratti di smaltimento dirifiuti in Africa (Guinea, Congo), dell’ordine di milioni di tonnellate, attraverso lesocietà Bauwerk AG e Instrumag AG, con sede in Liechtenstein. Il referente svizzero, a Lugano, di entrambe le società, era il fiduciario Diego Colombo, ilq uale amministrava anche la società Swenson Institutes SA, il cui direttore era l’americano Jack Mazreku. Nel 1995-1996, Mazreku fu amministratore delegato della finanziaria Oceanic Disposal Management Incorporated Holding SA (ODM) registrata in Lussemburgo. Tra i socidella ODM Holding figurava anche Giorgio Comerio, attivissimo nella ricerca dei siti per lo smaltimento delle scorie nucleari. Il sig. Mazreku ha comunque sempre negato ogni rapporto con Comerio.”
[qui il Dossier integrale in formato .pdf]
[embeddoc url=”https://www.casadellalegalita.net/materiali/ambiente/exportveleni_greenpeace.pdf”]
http://www.complicazionecosesemplici.com
SOMALIA:QUANDO ERA MEGLIO MAOMETTO DI MARX
1977, il dittatore somalo Siad Barre attacca l’Etiopia comunista di Menghistu Hailé Mariam. Prima combatteva gli islamici, ora li arruola per fare la guerra all’Etiopia cristiana. Gli USA, come faranno in Afghanistan dove finanzieranno anche Bin Laden, tra Marx e Maometto scelgono Maometto, e sostengono il regime somalo. Vengono impiantati i semi per la costituzione dell’Unione Islamica in seno alla quale sono cresciute le Corti che oggi detengono il Potere a Mogadiscio. 1991, cade Siad Barre e ha inizio una sanguinaria Guerra Civile. Inquietanti retroscena coinvolgono sfere occulte della nostra Democrazia. 1987, la nave Rigel affonda a largo di Reggio, il mare è piatto e non viene lanciato alcun SOS; la Karpen, che viene dalla Yugoslavia, raccoglie l’equipaggio e lo conduce in Tunisia dove si dissolve. La Rigel non verrà più ritrovata. In quegli anni sono 47 le navi che affondano nel Mediterraneo in circostanze sospette. Gli indizi fanno pensare che trasportassero rifiuti pericolosi e dal disegno complessivo emerge il coinvolgimento di industriali, politici, mafiosi e trafficanti d’armi. Del caso si occupa anche la Commissione Bicamerale sul Ciclo dei Rifiuti. Giorgio Comerio è un faccendiere, titolare della Oceanic Disposal Management (ODM), che all’epoca andava proponendo a vari Governi di smaltire rifiuti tossici sparandoli in fondo al mare. Durante le perquisizioni presso la sua abitazione si legge su un’agenda, nel giorno dell’affondamento della Rigel, “lost the ship”, e secondo l’International Maritime Organization quella è l’unica nave ad affondare in quel giorno in tutto il mondo. Il nome di Comerio emerge ogni volta si indaghi su traffico di rifiuti radioattivi, armi, malavita e segreti militari. Nella sua abitazione vengono sequestrati anche materiali inerenti le telemine destinate agli incrociatori inglesi nella battaglia delle Falkland. Il Sismi stesso rimane spiazzato di fronte a elementi di tale portata, che lasciano pensare a coperture ad altissimi livelli. Il suo nome salta fuori anche per il progetto di fuga di Licio Gelli a Montecarlo. L’attività di Comerio ha inizio quando sottrae lo Studio per l’Affondamento dei Siluri con le Scorie Radioattive all’EURATOM (European Atomic Energy Community) di Ispra, centro in cui anche un parlamentare avrebbe difficoltà ad accedere, quindi avvia l’ODM collaborando con trafficanti d’armi quali Gabriele Molaschi e Jack Mazreku. Comerio per ottenere licenze corrompe parlamentari e funzionari europei, ottenuti i permessi batte le coste africane in cerca di contratti, prediligendo i paesi con maggiore instabilità politica e dove sia più facile comprare funzionari e Capi di Stato. In Somalia si allea con Ali Mahdi. Al largo di Bosaso, come previsto nel suo progetto, si scorgono navi abbandonare fusti in mare, ma toccare la questione da vicino significherebbe farsi uccidere, esattamente come successo alla giornalista Ilaria Alpi e all’operatore Miran Hrovatin. Sarà la figlia del sindaco di Bosaso a dichiarare che Ilaria Alpi è stata uccisa perché seguiva il traffico dei rifiuti radioattivi in Somalia. Era il 20 marzo 1994, la giornalista seguiva la missione ONU “Restore Hope”, ovvero “Riporta la Speranza”. (da corriere on line ed espresso on line).
Luca Galeano (19/06/2006)