Reuters
MILANO (Reuters) – Gianpiero Fiorani, ex amministratore delegato della Banca popolare di Lodi oggi confluita in Banco popolare, ha detto oggi di aver dato 100mila euro al senatore del Pdl Marcello dell’Utri, nell’ambito delle dichiarazioni rese sugli intrecci fra affari e politica al processo per il tentativo di scalata ad Antonveneta a Milano, in cui è imputato per aggiotaggio.
“Il senatore [Luigi] Grillo, 100mila euro me li chiese per Dell’Utri. E Dell’Utri mi ha anche ringraziato”, ha detto Fiorani oggi durante l’interrogatorio davanti alla seconda sezione penale del Tribunale milanese.
Nel corso dell’esame, l’ex banchiere di Bpi ha affrontato il tema dei suoi legami con il mondo politico. Passaggio saliente la cosiddetta cena dello ‘Sciacchetrà’ (dal nome del vino ligure portato da Grillo, ndr) durante la quale Silvio Berlusconi avrebbe garantito il suo appoggio all’allora governatore della Banca d’Italia, Antonio Fazio.
Proprio nel mese di gennaio 2005, dopo la cena, venne votato in commissione un emendamento sul mandato a termine del governatore della Banca d’Italia.
“L’allarme fu colto in pieno dallo staff del governatore”, ha dichiarato Fiorani, dicendo che proprio per questo “venne organizzata una cena la sera stessa, il 20 gennaio 2005, a casa di Fazio con Grillo”. Fu allora, ha ricordato Fiorani che “Fazio mi chiese di sondare tra alcuni parlamentari l’orientamento che avrebbero avuto nel caso l’emendamento fosse arrivato alla camera”.
Fiorani, in ultimo, si è lasciato andare ad uno sfogo.
“Sono diventato un appestato. C’è paura di stare vicino a me per non restare contaminati. E’ un’esperienza drammatica, una morte civile in cui uno può pensare di farla finita o lasciarsi andare che poi è la stessa cosa”, ha detto.