Da ieri ha anche la sua locandina, inquietante, come inquietante è il film e i suoi produttori, registi, protagonisti e comparse.
Questi si sono voluti esprimere in modo coerente con le loro azioni e la loro anima: hanno scelto una minacciosa scritta a caratteri sanguinolenti, vampireschi (cola sangue rosso dalle lettere: “Chiudetevi in casa, il mostro è libero”).
Per “Mostro” intendono la loro costruzione, quella costruzione pregna di illeciti e conseguenti sanatorie concesse, una sull’altra, dall’amministrazione comunale, che a suo tempo Don Piero, parroco di Celle, aveva definito “Ecomostro”.
Nell’angolo basso di sinistra una scritta che vuole rimarcare la pericolosità del messaggio. Nell’angolo basso di destra la scritta “banana dinamite”, col disegno di una banana contenente un candelotto di dinamite.
A Celle si chiedono CHI, deve chiudersi in casa, e PERCHE’.
Si chiedono anche se dalla Magistratura savonese questo messaggio non debba essere considerato per quello che è.
Dire che il manifesto è ironia (come scrive IL SECOLOXIX), significa girarsi dall’altra parte.
E nel Comune di Celle come si reagisce?
Il Comune di Celle ha ancora una volta ossequiato il regista e gli ha persino affisso i manifesti, senza apparentemente valutarne contenuto e messaggi.
E i Cittadini cosa si chiedono?
” vogliono intimidire le voci cellesi del dissenso?”
“questi manifesti dimostrano l’arroganza di chi pensa di fare a Celle tutto quello che vuole” “ … sono, forse, messaggi in codice ?”.
“…Possibile che qualcuno abbia un potere talmente sfacciato da poter imporre l’affissione di tali manifesti ? ”
“Un bel biglietto da visita per il turismo; gli albergatori e i cellesi ringraziano la Giunta comunale per averne permesso l’ affissione”
E’ questo che, in giro per strada, abbiamo sentito dire dai cellesi. Una volta le enciclopedie definivano Celle “Ridente paese affacciato sul mare”. ……… Ridente
