la Repubblica
L´inchiesta punta sulla gestione dei locali all´interno del San Martino
di Giuseppe Filetto e Marco Preve
Mensopoli si sdoppia. Da un lato il nuovo filone che ha nel mirino gli appalti dei bar e della ristorazione del San Martino, dall´altro l´inchiesta originale che nei prossimi giorni si avvia ad una nuova fase importante. In settimana il pm Francesco Pinto interrogherà uno degli indagati a piede libero, l´ex assessore Massimiliano Morettini, coinvolto nell´inchiesta assieme ad un altro ex membro della giunta di Marta Vincenzi, Paolo Striano.
Al momento, la vicenda che sembra poter riservare gli sviluppi più importanti, è quella che si snoda sull´asse Liguria Veneto e che riguarda la Serenissima, uno dei colossi della ristorazione collettiva italiana con sede a Vicenza e appalti in tutta la penisola.
Giovedì, i finanzieri del nucleo di polizia giudiziaria del tribunale si sono recati all´ospedale San Martino su incarico del pm Pinto. Nell´ufficio dell´economato hanno prelevato una serie di documenti relativi a diverse aziende e a due gare di appalto.
Della prima si sapeva già e riguarda l´assegnazione, avvenuta nel 2004, dopo una fase preliminare tortuosa che portò all´esclusione di alcune aziende, della gestione delle cucine – previa ristrutturazione delle stesse che versavano in condizioni precarie – della preparazione di piatti caldi e freddi quotidiani per gli oltre 1.800 pazienti, e infine della gestione della mensa interna per i dipendenti. La Serenissima aveva battuto nella selezione la società Gemeaz.
Ma i finanzieri hanno prelevato anche i faldoni relativi ad un altro appalto vinto dalla Serenissima. Quello del 2003 che riguarda la gestione dei due bar, uno all´interno del Monoblocco e l´altro al piano terra del Padiglione B.
«All´appalto avevano partecipato anche altre società – spiega Roberta Serena direttore amministrativo del San Martino – e il contratto prevedeva anche al ristrutturazione dei locali. La gestione dei servizi aveva durata di cinque anni ad un canone annuo di 560mila euro, più uno sconto sui prodotti per i dipendenti dell´azienda che poteva oscillare tra il 5 e il 15%. per noi è tutto regolare».
«Sì – conferma Gaetano Cosenza, direttore generale, sentito telefonicamente mentre partecipava alla cerimonia per la festa delle Fiamme gialle – la finanza ha preso le carte relative a tutti i partecipanti ma da noi c´è massima tranquillità e trasparenza. Anzi, più ci controllano e meglio è».
Gli accertamenti sugli affari della Serenissima a Genova sono partiti dopo le dichiarazioni che ha rilasciato al pm Pinto una manager veneta, che ha lavorato a lungo nel settore della ristorazione e che di sua iniziativa ha deciso di raccontare alcuni retroscena relativi alle gare d´appalto. La donna ha parlato di possibili episodi di corruzione e gli inquirenti vogliono ora verificare con l´analisi di alcune carte la sua attendibilità.
Per quanto riguarda invece l´inchiesta principale di Mensopoli, in settimana il pm Pinto e i finanzieri del comando provinciale sentiranno altri testimoni e due degli indagati. Il primo sarà probabilmente Massimiliano Morettini, il cui nome è finito tra gli indagati per alcune sue frasi intercettate al ristorante e al telefono in cui manifestava l´intenzione di aiutare, con informazioni provenienti dal Comune, il gruppo di amici affaristi. Dopo Morettini il magistrato sentirà probabilmente Antonella Calò, dirigente dell´Asl2 di Savona indagata per turbativa d´asta in relazione ad una gara per la quale, secondo l´accusa, l´imprenditore di Vercelli Roberto Alessio aveva pagato delle tangenti.