Dopo l’arresto di un dirigente della spa bergamasca, e la messa sotto indagine della società nel 2006, si conferma più che fondata l’intuizione investigativa della DDA di Caltanissetta che aveva individuato la cosca di Riesi coinvolta.
Repubblica online – 23.12.2007
Inchiesta interna, scoperte irregolarità: stop a 7 impianti di betonaggio
Gli episodi denunciati alla magistratura, adottate misure disciplinari
Mafia, la Calcestruzzi ferma l’attività in Sicilia
PALERMO – Attività sospesa nel timore di infiltrazioni mafiose. Questa la decisione che la Calcestruzzi s.r.l., l’azienda del gruppo Italcementi, ha preso per sette suoi impianti di betonaggio in Sicilia. Dopo l’inchiesta della Procura di Caltanissetta, su presunte infiltrazioni delle cosche nel settore delle forniture edili, la società ha compiuto una serie di verifiche interne che hanno individuato, negli impianti che operano nell’isola, alcune irregolarità. Un’inchiesta che aveva coinvolto anche Giovanni Laurino, responsabile della Calcestruzzi spa di Riesi (Caltanissetta). Secondo gli investigatori vi sarebbe “un forte interesse di Cosa nostra” nei confronti delle attività svolte dall’impresa bergamasca in Sicilia. Laurino si sarebbe imposto per la fornitura di calcestruzzo in alcuni cantieri che lavorano a opere pubbliche e in altri cantieri privati.
Fatte dunque le verifiche, oltre a denunciare alla magistratura gli episodi accertati e bloccare gli impianti in cui lavorano 26 persone, la Calcestruzzi ha adottato una serie di misure disciplinari a carico dei soggetti sospettati di condotte irregolari. “Una decisione doverosa – si legge in un comunicato diffuso dall’azienda – in quanto la società ritiene che debbano essere chiariti tutti gli aspetti delle vicende irregolari, allontanati i responsabili, modificate le regole, le procedure e le modalità di produzione in termini tali da impedire il ripetersi di tali episodi”.
Nel periodo di sospensione, l’attività sarà limitata esclusivamente alle forniture per le quali la società ha obblighi contrattuali vincolanti. “Tali commesse – si legge ancora nella nota – saranno portate a termine sotto il controllo di funzionari provenienti da altre sedi che assicureranno il corretto presidio delle centrali di betonaggio”. I dipendenti che non saranno oggetto di provvedimento disciplinare verranno impegnati in lavori di manutenzione e in corsi di formazione sulle regole generali che disciplinano l’attività. A loro verrà assicurato il regolare trattamento economico.
“L’attività in Sicilia – dichiara l’azienda – sarà ripresa solo dopo la corretta implementazione delle procedure operative (peraltro già avviate fin dal 1997, anno di acquisizione della Calcestruzzi al tempo detenuta dal gruppo Compart ex Ferruzzi) e il varo di sistemi di controllo ancora più stringenti per la puntuale applicazione delle regole aziendali”.
Già nel luglio del 2006 l’azienda era stata iscritta nel registro degli indagati dalla Dda di Caltanissetta per associazione mafiosa e falso in bilancio. Pochi giorni dopo, in agosto, era stato arrestato il dirigente Fausto Volante, nell’ambito di un’inchiesta sulle cosche mafiose nissene.
Repubblica.it – 28.07.2006
L’impresa è accusata di associazione mafiosa e falso in bilancio
nell’operazione che ha portato all’arresto di 3 presunti affiliati
Mafia, indagata la Calcestruzzi spa per gli affari dei boss nell’edilizia
Per il gip ha svolto attività di favoreggiamento verso Cosa nostra
L’azienda: “Estranei ai fatti, piena collaborazione ai giudici”
CALTANISSETTA – Associazione mafiosa e falso in bilancio: queste le accuse con cui i pubblici ministeri della Direzione distrettuale antimafia di Caltanissetta hanno iscritto nel registro degli indagati la Calcestruzzi spa, l’azienda del gruppo Italcementi.
L’accusa è maturata nell’ambito dell’operazione “Doppio colpo”, che ha portato in carcere oggi tre presunti affiliati alla cosca mafiosa di Riesi che avrebbero gestito illecitamente appalti e forniture ai cantieri edili della zona. E’ la prima volta che per un reato di mafia viene utilizzata un’indagine che coinvolge direttamente l’azienda. Per questo motivo, l’avviso di garanzia è stato notificato all’avvocato della società, Pierfranco Barabini a Bergamo.
Secondo il gip di Caltanissetta, la Calcestruzzi spa ha svolto attività di favoreggiamento nei confronti di Cosa nostra. Motivo per cui, la Dda di Caltanissetta ha disposto perquisizioni e sequestri di documentazione contabile nella sede centrale dell’azienda sia a Bergamo, sia negli stabilimenti in Sicilia e in Lombardia. Ma anche in alcuni istituti di credito dove erano custodite le documentazioni bancarie, e in diverse abitazioni della zona circostante l’azienda.
Tra gli indagati emerge la figura di Giovanni Giuseppe Laurino che, secondo gli inquirenti, oltre ad essere accusato di associazione mafiosa, è punto di riferimento della cosca di Riesi per tutto quello che riguarda la cura degli interessi illeciti legati alla locale sede della Calcestruzzi spa.
Come ha infatti spiegato il procuratore aggiunto Renato Di Natale, oggi, “la mafia ormai non si occupa solo di pizzo e appalti ma è diventata imprenditrice e come tale si insinua nel tessuto economico provocando danni enormi”.
“L’operazione antimafia – ha invece commentato il senatore Carlo Vizzini, responsabile del dipartimento sicurezza e criminalità di Forza Italia – apre scenari inquietanti coinvolgendo una grande impresa nazionale, come la Calcestruzzi Spa, che nel nisseno pare addirittura essere un braccio operativo di Cosa Nostra”. Il senatore parla di “un drammatico salto indietro verso i tempi del passato in cui, in Sicilia, anche le imprese nazionali si imbrattavano di contatti con mafiosi di rango”.
La società Calcestruzzi ”ribadisce la sua estraneità ai fatti” e garantisce la piena collaborazione all’azione avviata dalle istituzioni. “Calcestruzzi Spa ribadisce la propria estraneità a fatti che allo stato sono imputati a suoi dipendenti”, spiega la società. “Calcestruzzi Spa – viene osservato ancora in una nota dell’azienda – ha sempre prontamente interessato le autorità competenti in merito ad episodi anche solo potenzialmente illeciti di cui fosse venuta a conoscenza. Già lo scorso anno abbiamo licenziato un dipendente raggiunto da provvedimenti giudiziari e ora, venuti a conoscenza dei nuovi sviluppi, abbiamo predisposto il licenziamento di un altro dipendente”.
Repubblica.it – 01.08.2006
Fausto Volante è finito in manette con l’accusa di trasferimento fraudolento di valori Fece da tramite per Antonino Buscemi, fedelissimo di Riina e Provenzano
Arrestato dirigente Calcestruzzi Spa restituì una cava sequestrata alle cosche
CALTANISSETTA – La Calcestruzzi Spa braccio economico della mafia in provincia di Caltanissetta. Dopo l’iscrizione dell’azienda nel registro degli indagati per associazione mafiosa e falso in bilancio arriva l’arresto di Fausto Volante, 55 anni, dirigente della la società bergamasca che fa parte del gruppo Italcementi. L’accusa è di trasferimento fraudolento e possesso ingiustificato di valori, nell’ambito di un’inchiesta sulle cosche mafiose nissene. Volante, originario di Roma, è stato bloccato a Palermo dove i militari del comando provinciale di Caltanissetta gli hanno notificato l’ordine di custodia cautelare in carcere firmato dal gip Giovambattista Tona, su richiesta del procuratore aggiunto Renato Di Natale e del pm della Dda, Nicolò Marino. Volante è accusato di aver fornito, secondo gli inquirenti, per conto della Calcestruzzi spa, il supporto finanziario per l’acquisto di una cava in provincia di Caltanissetta che era stata sequestrata alcuni anni fa dai giudici del tribunale di Palermo ad Antonino Buscemi, ex imprenditore fedelissimo di Riina e Provenzano. Secondo gli investigatori i boss nisseni sono riusciti a “riprendersi” il bene sequestrato, utilizzando somme di denaro messe a disposizione dalla Calcestruzzi. La cava è stata acquistata e intestata in maniera fittizia a Giuseppe Ferraro, arrestato la scorsa settimana per associazione mafiosa. L’uomo, durante l’interrogatorio di garanzia davanti al gip, ha ammesso che dietro l’operazione economica che ha portato all’acquisto della cava vi era Fausto Volante, da qui l’arresto.