EDUCAZIONE ALLA LEGALITA’ E GIUSTIZIA SOCIALE
- SCUOLE, incontro con i ragazzi ed i docenti
- STRUMMERVILLE, incontro con i ragazzi border-line
- MESSA ALLA PROVA, ragazzi sentinelle di legalità
Pubblichiamo le schede 0del progetto, articolato in tre moduli, presentato dalla Fondazione Antonino Caponnetto, con la Casa della Legalità, al Comune di Genova per la Legge Regionale sulla Sicurezza. Tre progetti che prevedono, tra l’altro la collaborazione con le associazioni che già operano in collaborazione con la Casa della Legalità, tra cui la Ludoteca Labyrinth e la Comunità di San Benedetto al Porto.
MODULO A: SCUOLA – Educare alla legalità e giustizia sociale
La diffusione di fenomeni di grande criminalità e della corruzione politico-affaristica hanno posto in rilievo quanto sia scarsa la cultura della legalità e il rispetto delle regole del vivere civile. L’intuizione di Antonino Caponnetto è stata quella di stimolare la riflessione e l’attenzione dei giovani e dei cittadini, perché solo in questo modo era possibile scuotere le coscienze e far emergere un senso di appartenenza e di condivisione delle norme poste a fondamento della convivenza, a cominciare dalla Carta costituzionale. La stessa scuola elude il compito di insegnare l’Educazione civica, disciplina questa che è stata ai margini dei curricola educativi, prima di essere del tutto eliminata. Gli studenti non hanno così la possibilità di conoscere e approfondire la Carta fondamentale della nostra convivenza civile. Per queste ragioni la Fondazione è impegnata a proseguire l’attività del giudice Caponnetto promuovendo incontri e conferenze nelle scuole sui temi della legalità e della giustizia. Alle iniziative partecipano insegnanti, studiosi dei fenomeni della criminalità, magistrati, giornalisti. Il tentativo è quello di offrire un primo momento di riflessione, in accordo con i docenti delle singole scuole, che costituisca l’avvio di un progetto di lungo respiro, coordinato da quegli stessi insegnanti e che si sviluppi nel corso dell’anno scolastico attraverso forme di comunicazione, di discussione e di riflessione diverse. La Fondazione avrà il compito di sostegno e di collaborazione per docenti e studenti, per tutta la durata del progetto stesso, fornendo materiale didattico, partecipando a dibattiti e invitando esperti. Alla fine, un nuovo incontro servirà a confrontarsi sul lavoro svolto. In questo modo è possibile costruire un vero e proprio percorso di Educazione alla legalità che permetta di formare dei cittadini maturi e consapevoli dei loro diritti e doveri nella società civile. Accanto alle conferenze, la Fondazione produrrà un volume di Educazione alla legalità, cui è allegato un DVD che riproduce alcune lezioni di Antonino Caponnetto tenute a studenti, che saranno diffusi nelle scuole. Proprio questo rapporto diretto con un gran numero di giovani costituisce una sorta di investimento sul futuro: nel loro percorso educativo faranno esperienza di cosa sia la legalità e la giustizia con la lettura, la riflessione e l’ascolto di testimonianze, e grazie ad essa saranno capaci di resistere alle tentazioni delle scorciatoie extralegali.
MODULO B: “STRUMMERVILLE” educazione alle legalità con i ragazzi border-line
“Oltre le sbarre e i confini, oltre il deserto e ancora più in là, stanotte è caduta una stella proprio sull’orlo della libertà…”
PERCHE’ «STRUMMERVILLE»
Genova è divenuta una megalopoli, con il suo centro “ripulito” e “animato” e l’abbandono completo delle periferie, soprattutto nel Ponente e nella Val Polcevera, dove al degrado urbano e sociale, l’unica risposta è stata quella dei “centri commerciali” e della desertificazione. Mentre questo processo di “ghettizzazione” delle periferie post-fordiste è avanzato, la necessità di socialità e incontro veniva segnalata come fondamentale dalla natura sempre più multietnica della popolazione. L’unica risposta attuata è stata quella della violenza ed il progressivo impoverimento della comunità locale a determinato un evidente inculturazione e chiusura nei confronti di qualsiasi stimolo culturale e sociale rispetto al territorio, con una ricaduta in un circolo vizioso di rifiuto delle regole, della convivenza con nuove realtà. Si è verificata uan differenziazione nei comportamenti sociali a livello generazionale, la popolazione adulta ed anziana tendenzialmente si è chiusa in un ghetto casalingo, la popolazione giovanile variegata e molto spesso di provenienze culturali diverse si è riversata nelle strade e nei ghetti naturali di piazze come di aree Verdi sempre più dismesse. Sicuramente dal punto di vista sociale la caduta della presenza refenziale delle istituzioni primarie per l’adolescenza, la famiglia e la scuola, hanno determinato un ulteriore abbandono di queste “tribù metropolitane” che si avvicinano sempre di più come caratteristica a quelle dei nostri cugini dell’Amercia centrale e latina (i ragazzi di strada). Queste generazioni, isolate nel ghetto e nei confini della propria solitudine, non agiscono la tendenza tipicamente adolescenziale: quella del sogno e del progetto. Joe Strummer ha portato intere generazioni ad andare “oltre”, ad inseguire I propri sogni e progetti, incontrando le più diverse culture e tradizioni. Quindi Strummerville vuole risvegliare questi sogni sopiti ridando fiducia e ri-conoscendo il valore di ognuno come soggetto protagonista della propria storia.
OBIETTIVI DEL PROGETTO
1) Valorizzare le periferie in termini di risorse umane e territoriali recuperando valori, storia e rapporti sociali.
2) Contaminarsi con i nuovi linguaggi giovanili e tentare di educare le potenzialità artistiche e relazionali di quelli che non considerati dai comportamenti considerati border-line.
3) Tentare di comunicare I valori della legalità intesa non come pura accettazione delle regole e delle leggi fine a se stesse ma come fondamento di una comunità fondata sulla giustizia sociale.
4) Promuovere concretamente una comunità pienamente aperta e inclusive delle nuove culture, libera dalla violenza e dai fortissimi condizionamenti al consumo.
5) Tentare di trasmettere il valore di comunità e di famiglia dove questa non esiste e non riesce ad arrivare ne la realtà pubblica ne quella informale della società civile (istituzionale e non)
6) Proporre risposte differenti al disagio, anche nell’utilizzo delle sostanze che non non devono essere le uniche risposte ai molteplici problemi esistenziali: acquisire le capacità di non farsi usare dalle cose e dalle relazioni.
7) Riuscire a valorizzare I soggetti protagonisti di questi territori come potenziali educatori di strada e quindi stimolare e valorizzare le capacità individuali come risorse artistiche, culturali, manuali nella costruzione di un “mondo possibile”.
MODULO C: MESSA ALLA PROVA – ragazzi sentinelle di Legalità
Considerando la necessità di promuovere la socialità dei minori coinvolti e la promozione dei valori della legalità e del rispetto delle regole, la messa alla prova si suddividerebbe in due tipologie di intervento:
– a – educativa legata al tempo libero ed alla socialità
– b – inserimento-relazione sociale legata al contatto con il territorio e la comunità
Nello specifico:
-a- imparare i giochi educativi quali quelli promossi dalla ludoteca Labyrinth e degli Scacchi con la Scuola di Scacchi per far sì che i ragazzi coinvolti possano insegnare a loro volta ai ragazzi del quartiere e delle scuole le modalità di gioco. Un’attività apparentemente soltanto ludica, con questi “giochi” diviene canale di insegnamento dell’importanza delle regole e del loro rispetto, l’accettazione della sconfitta, il rispetto degli altri in quanto tutti si è uguali e la promozione dell’incontro-relazione con persone e non con giochi elettronici.
-b- osservare, conoscere, spiegare e interpretare la realtà che ci circonda. Attraverso un lavoro di osservazione e scatto di fotografie del territorio, in cui i ragazzi selezionino la realtà tra le cose belle e le cose brutte (alcuni esempi: il giardino pubblico pulito e con giochi e l’area abbandonata, la zona verde integra e le aree utilizzate come deposito di rifiuti abusive,…), collegate ad una relazione sul territorio dove sia determinante il loro contributo intellettuale.
Rilevazione dello stato di percezione di sicurezza e di vivibilità, attraverso questionari ed interviste, coinvolgendo in questo specifico lavoro i CIV di Rivarolo e di Sampierdarena al fine di ottenere un quadro dell’opinione degli operatori del tessuto commerciale e della comunità di abitanti delle zone coinvolte. L’azione di rilevazione dovrà poi vedere i ragazzi coinvolti nella stesura dell’interpretazione dei dati raccolti.
Inoltre, su entrambi i settori del progetto dovrebbe andarsi ad inserire (legandosi il presente al progetto Strummerville”) il coinvolgimento delle cosiddette “tribù” di ragazzi sparse sul territorio, facendo sì che queste vengano coinvolte sia nelle azioni dei lavori di “osservazione-indagine” del territorio e della comunità sia come fruitori delle attività, ludiche e musicali che la struttura offre in modalità completamente gratuita, proprio per la promozione dell’aggregazione e socialità “pulita” dei ragazzi e delle ragazze.
ULTERIORI COINVOLGIMENTI
Naturalmente, nel perseguire questo progetto, si continueranno a svolgere le attività di incontro e laboratori di educazione alla legalità nelle e con le scuole. I ragazzi coinvolti presso la nostra struttura, verranno costantemente coinvolti nel “dialogo con i ragazzi”.
Nessuno dei tre progetti è stato ritenuto degno di considerazione dalla Regione Liguria per l’attuazione della L.R. 2949/2005.