Centro di Documentazione Online Simonetta Castiglion

MAGLIO 1 | Gli atti dell’inchiesta e le Sentenze

L’operazione Maglio 1, conosciuta anche come Alba Chiara, costituisce un filone della più ampia manovra investigativa Maglio 3, condotta dal ROS dei Carabinieri. Concentrata sull’articolazione della ’ndrangheta operante nel Basso Piemonte, in particolare nella provincia di Alessandria, con articolazioni nel cuneese e nell’astigiano, l’inchiesta ha evidenziato la capacità dell’organizzazione di incidere sulle dinamiche territoriali, economiche e politiche.

Il procedimento ha fatto emergere le cointeressenze tra esponenti della ’ndrangheta e settori del tessuto economico e imprenditoriale, oltre al condizionamento della gestione della cosa pubblica. Tale elemento, approfondito dall’attività istruttoria integrativa della DDA di Torino, fu determinante per ribaltare le precedenti assoluzioni e giungere alle condanne. Particolare rilievo assume il settore urbanistico del Comune di Alessandria: l’indagine documentò l’affiliazione di Giuseppe Caridi, eletto nel Consiglio comunale e presidente della Commissione Urbanistica.

Gli atti hanno inoltre ricostruito la “dipendenza” dell’articolazione del Basso Piemonte dalla “Liguria”, intesa come struttura regionale della ’ndrangheta. Tale rapporto risalirebbe al periodo di Antonio Rampino, storico capo della locale di Genova e reggente della ’ndrangheta ligure, proseguendo successivamente con Domenico “Mimmo” Gangemi.

Il quadro trova ulteriori riscontri nelle indagini Terra di Siena, condotta dal Centro operativo DIA di Genova, e Trent’anni di filosofia, sviluppata dallo SCO di Genova e Reggio Calabria: entrambe confluite nel procedimento Alchemia della DDA di Reggio Calabria. Secondo quanto documentato dagli atti, Maglio 1 divenne motivo di forte preoccupazione per l’articolazione ’ndranghetista facente capo a Carmelo Gullace, interessata alle commesse per i lavori autostradali, alla realizzazione del Terzo Valico dei Giovi e ad altri appalti pubblici nella provincia di Alessandria.

Molti degli elementi emersi durante l’attività istruttoria integrativa della DDA di Torino erano già stati individuati e denunciati dalla Casa della Legalità, anche attraverso un convegno pubblico svoltosi ad Alessandria con la partecipazione di Danilo Procaccianti, giornalista della trasmissione Presadiretta di Rai 3, e di Paolo Bellotti del Comitato “Noi di Valle”.

Questa pagina raccoglie gli atti dell’inchiesta e del procedimento — intercettazioni, annotazioni di polizia giudiziaria, verbali, documentazione e sentenze — utili a ricostruire il radicamento della ’ndrangheta nel Basso Piemonte, le sue relazioni e la sua capacità di condizionamento.

Prima del termine del processo di primo grado a rito abbreviato, la DDA di Torino ha proceduto ad un integrazione dell’attività istruttoria, alla luce degli elementi fatti emergere pubblicamente e sul proprio sito dalla Casa della Legalità. Elementi che sono risultati determinanti in sede di Appello per ribaltare le assoluzioni pronunciate dal GUP con condanne poi confermate della Cassazione.

‘Ndrangheta – cointeressenze con le imprese e condizionamento di politica e Pubblica Amministrazione in Basso Piemonte
(con gli schemi dell’inchiesta e la rassegna stampa)

Maglio 3

Crimine – Patriarca

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