Cammino… a Locri – rassegna stampa

Gazzetta del Sud – 5 maggio 2006

LOCRI – Il Primo Maggio di Liliana Carbone, maestra elementare e madre coraggio in attesa di giustizia: “Ma ho ancora fiducia”
Mi figlio Massimiliano, ucciso due volte
“L’assassino si è nascosto dietro un muro, e tanta gente continua a giustificarlo”
di Giuseppe Tumino

Reggio Calabria – Tra i tanti colori che hanno allietato la manifestazione nazionale tenuta a Locri dalla triplice sindacale in occasione del Primo Maggio, ve n’é uno che nessuno riuscirà forse mai a comporre su nessuna tavolozza: è quello del dolore, della disperazione, della rabbia, della sete di verità e di giustizia, del sentimento di impotenza di fronte a ciò che l’uomo, invece, dovrebbe poter facilmente dominare.
E’ il colore con cui lunedì scorso, giorno della festa del lavoro, appare dipinta l’atmosfera che regna attorno alla signora Liliana Esposito Carbone, donna gracile ma determinata, provata dal dolore più grande che una madre possa subire, ma tutt’altro che rassegnata. Madri coraggio, si usano chiamare quelle come lei: e nessuna espressione, nel conoscerla, ci è mai sembrata tanto appropriata.
Sono da poco passate le 10 del mattino. Dopo l’incontro dei Sindaci della Locride con i tre leader nazionali di CGIL-CISL-UIL, Epifani, Bonanni ed Angeletti, da palazzo Nieddu – Del Rio ci si dirige verso viale Matteotti dove è previsto il raduno degli oltre ventimila partecipanti al corteo del Primo Maggio. Alla fine di Corso Vittorio Emanuele, la signora Liliana, da sola, ha celebrato il suo personale Primo Maggio, per rendere testimonianza della sua sete di giustizia.
Maestra elementare in una scuola di Locri, la signora Liliana Esposito è la mamma di Massimiliano Carbone, un giovane imprenditore caduto nell’agguato di un killer solitario la sera del 17 settembre del 2004 mentre rientrava alla sua abitazione, nei pressi del campo sportivo e morto in ospedale una settimana più tardi. Presidente della cooperativa di servizi “Arcobaleno”, Massimiliano, 30 anni, quella sera venne colpito a tradimento da un assassino al quale oggi, a distanza di 20 mesi, la giustizia non ha ancora ufficialmente dato un nome.
La signora Carbone reggeva un cartello su cui ha incollato una foto di suo figlio Massimiliano; accanto a questa, una scritta: “Un ragazzo di Locri, I Maggio 2006, 590 giorni dopo, il suo assassino  libero”. Intorno a lei c’erano i ragazzi de “La Gurfata”, un gruppo di animazione della Locride e alcuni esponenti della “Casa della Legalità”, giunti appositamente da Genova per istituire a Locri una sede del loro sodalizio presso i locali della comunità Mistya.
Liliana Carbone col suo gesto intende “richiamare l’attenzione – ci dice – di quella parte di Locri che aveva “annunciato” e ha addirittura giustificato la morte violenta di mio figlio, e che nell’ipocrisia e nel falso riserbo non si prende carico dell’eredità morale che Massimiliano ha lasciato”.
Sa benissimo, e del resto lo desidera  anche lei, che la città vuole risalire la china, chiede di scrollarsi di dosso il pesante fardello che si porta sulle spalle per colpa di una minoranza. Sa altrettanto bene, però, che spesso per far sentire la propria voce bisogna “approfittare” di quei momenti, di quelle circostanze particolari grazie alle quali i riflettori vengono accesi su persone e cose. Un altro genitore, Mario Congiusta, qualche settimana fa, a pochi giorni dalle elezioni politiche, aveva manifestato pubblicamente a Sidereno perché venisse dato un nome e un volto al killer del figlio Gianluca, assassinato il 24 maggio del 2005.
”Ho fiducia nel Prefetto De Sena – continua Liliana Esposito – una persona della quale ho potuto apprezzare la straordinaria lealtà e che mi ha in parte rasserenata sull’impegno inesausto di magistratura e forze dell’ordine non solo sull’omicidio di mio figlio, ma anche su tutte le altre vicende che insanguinano la nostra terra. Non ci sono morti ammazzati di serie A e di serie B, mi ha detto il Prefetto: e io gli credo”.
”L’assassino di mio figlio – conclude la maestra Liliana – si è nascosto dietro un muro di un metro e mezzo e oggi si nasconde dietro una maschera di ipocrisia e falso perbenismo, nell’acquiescenza di troppe persone che considerano me un infame per averlo, da subito, indicato con nome, cognome e movente. Un delitto non di mafia ma di chiara mentalità mafiosa, maturato e “giustificato” nella maldicenza e nel mormorio”.
E se non è coraggio questo…

Un solo colpo di fucile, sparato alle spalle
Antonello Lupis

LOCRI – Un solo colpo di fucile da caccia calibro 12 caricato a pallettoni. Sparato, tra l’altro, dal killer da una distanza di oltre dieci metri e, vigliaccamente, alle spalle. Così, a novembre del 2004, è stato assassinato a Locri il giovane Massimiliano Carbone, 30 anni, incensurato, responsabile della cooperativa “Arcobaleno Multiservice”.
L’agguato all’intraprendente imprenditore locrese scattò nella tarda serata di venerdì 17 novembre del 2004 mentre Carbone, dopo aver disputato insieme agli amici, com’era solito fare, una partita di calcetto, stava rincasando. Il giovane, stimato e ben voluto da tutti, dopo aver parcheggiato la sua autovettura si stava accingendo ad aprire il portone della sua abitazione, in via Cusmano, non lontano dalla stadio comunale locrese, quando all’improvviso un sicario appostato dietro un muretto alto circa un metro e mezzo gli esplose alle spalle un colpo di fucile calibro 12 caricato a pallettoni.
La “rosa” dei pallettoni raggiunse la vittima in più punti del corpo e in particolare l’arteria femorale. Subito soccorso dal fratello, Massimiliano Carbone fu trasportato all’ospedale di Locri e sottoposto d’urgenza a un delicato e lunghissimo intervento chirurgico: il molto sangue perduto gli aveva infatti causato una terribile emorragia A distanza di una settimana dall’agguato, e nonostante le cure dei sanitari, il cuore di Massimiliano Carbone cessò di battere alle prime luci dell’alba di venerdì 24 novembre 2004.
Il solitario killer, a distanza di quasi 20 mesi dal delitto, è ancora senza volto, come è purtroppo la regola nella maggior parte dei 29 omicidi commessi nella Locride negli ultimi 18 mesi.

IL QUOTIDIANO DI CALABRIA – 30 aprile 2006

PRIMO MAGGIO
Locri. In piazza contro la criminalità

di Francesco Sorgiovanni

Le partecipazioni alla festa nazionale del primo maggio di Locri si prevede che saranno assai numerose. Molte le adesioni finora pervenute ai sindacati confederali che per tradizione organizzano la manifestazione. Ieri è partita alla volta di Locri una delegazione del Forum Giovani di Modena, accompagnata dall’assessore alle politiche giovanili del comune emiliano. In occasione della grande manifestazione di domani i giovani del Forum modenese presenteranno nella cittadina calabrese il documentario dal titolo “L’undicesimo comandamento”, che essi stessi hanno girato in Calabria appena un mese fa. Si tratta di un video di 35 minuti realizzato dal gruppo di modenesi che hanno preso parte allo scambio culturale con i giovani di Locri. Dando voce a rappresentanti di istituzioni e gruppo impegnati nella lotta alla ‘ndrangheta, il filmato descrive la realtà locrese con gli occhi dei giovani “altri”. Già oggi scenderà pure a Locri la “Casa della Legalità – Osservatorio sulle mafie” di Genova.
La folta delegazione rimarrà nella stessa cittadina fino al 5 maggio, per diverse iniziative oltre alla manifestazione nazionale di Cgil, Cisl e Uil di domani e l’inaugurazione della “Casa della Legalità di Locri”. Il programma della delegazione della Casa della Legalità di Genova in questo viaggio calabrese sarà l’incontro con diverse realtà sociali (comunità e cooperative) della Locride impegnate nell’utilizzo a fini sociali dei beni confiscati alla criminalità organizzata: sia quelle legate alla diocesi guidata dal vescovo Giancarlo Bregantini sia quelle di Libera di don Luigi Ciotti.
Parte degli incontri si svolgeranno sia presso la sede della cooperativa Mistya nel palazzo della Fondazione Zappia a Locri, sia presso i terreni e le strutture confiscati alle cosche della ‘ndrangheta. Inoltre oggi stesso incontreranno i ragazzi del Fo.Re.Ver. presso Palazzo Nieddu, mentre il 1° maggio tutta la delegazione parteciperà al corteo ed alla manifestazione nazionale dei sindacati. Il pomeriggio del 1° maggio, alle 17, si terrà l’inaugurazione della Casa della Legalità di Locri presso i locali della Fondazione Zappia. Anche l’Unione degli Studenti ha deciso di stare al fianco dei lavoratori il 1° maggio. L’Uds scenderà in piazza per chiedere più centralità e dignità al lavoro, per rivendicare provvedimenti che mettano al centro il lavoratore e le proprie esigenze e non solo quelle della produttività. La festa dei lavoratori, rappresenta per gli studenti, una tappa fondamentale per chi si batte quotidianamente per l’estensione dei diritti di cittadinanza a partire dal lavoro, principio su cui si fonda la nostra Repubblica. Per cancellare la precarietà, “la malattia del nuovo secolo”, e per liberare i saperi, che devono tornare con forza nel dibattito politico…

Il Quotidiano di Calabria – 3 maggio 2006

Da Genova solidali contro le mafie

LOCRI – La Casa della Legalità di Genova – Osservatorio sulle Mafie, a Locri dal 30 aprile per “un’altra tappa del Cammino contro le mafie” ma anche per dire un alto là a qualsivoglia “strumentalizzazione politica o partitica” dei “ragazzi di Locri”.
L’altro ieri ha aderito alla meravigliosa manifestazione del Primo Maggio. Già nell’incontro di domenica con i ragazzi con i ragazzi del “Fo.Re.Ver”, Christian Abbondanza, Simonetta Castiglion ed Enrico D’Agostino, i rappresentanti dell’Osservatorio sulle mafie di Genova, hanno ribadito “la piena disponibilità ad appoggiare il loro lavoro per lavorare insieme”, sottolineando “l’importanza di agire, nel contrasto alle mafie, in modo chiaro e trasversale, senza consentire ad alcuno o ad alcuni di strumentalizzare e usare per fini “politici o partiti” l’indignazione, la speranza e la voglia di cambiare questa società malata, che ha messo in “movimento” tanti ragazzi della Calabria che nessuno può permettersi di sfruttare o tradire”.
Sulla stessa lunghezza d’onda si sono ritrovati il già sostituto procuratore della Direzione Distrettuale Antimafia reggina, Nicola Gratteri, che ha ribadito gli stessi concetti, nonché i rappresentanti del Fo.Re.Ver. che li hanno poi espressi durante la manifestazione del Primo Maggio. I rappresentanti della “Casa della Legalità” di Genova hanno vissuto il Primo Maggio intensamente. Nella mattinata con la partecipazione alla manifestazione nazionale di CGIL-CISL-UIL, dove dopo il corteo si sono aggiunti al Servizio d’Ordine della CGIL “per fornire un doveroso supporto”.
Alla mobilitazione sindacale – evidenziano i rappresentanti dell’associazione genovese – hanno inoltre portato “il saluto ed il sostegno consegnatogli dal Sindaco di Genova e del Presidente della Circoscrizione Valpolcevera a nome della Città medaglia d’oro della Resistenza.” Medesimo saluto e sostegno è stato portato anche al vescovo di Locri-Gerace, Monsignor Giancarlo Bregantini ed al referente di Libera per la Locride, Francesco Riggitano.
”Nei prossimi giorni – è stato sottolineato – saranno intensificati i rapporti con le loro importanti realtà che, con la Cooperativa Mistya – la Gurfata, rappresentano un “agire concreto” contro la cultura e la pratica mafiosa, offrendo una reale alternativa ai ragazzi della Locride rispetto al panorama devastante di abbandono e disoccupazione”.
Nel pomeriggio poi è stata incontrata l’insegnante Liliana Carbone, mamma di Massimiliano, “ucciso meno di due anni fa, da un mafioso legato ai potenti clan della ‘ndrangheta, ed ancora in attesa di giustizia. Con Lei ci siamo recati sulla tomba del giovane Massimiliano ed abbiamo preso impegno di mobilitarci per far sì che anche per suo figlio, come per tutti i morti ammazzati lontano dai riflettori e senza nomi o cariche importanti, ci sia giustizia”.
Nel tardo pomeriggio poi è stata inaugurata la Casa della Legalità di Loci, anche qui con l’adesione ed il sostegno delle Istituzioni genovesi, legata alla Fondazione Antonino Caponnetto e Libera di don Luigi Ciotti. Uno strumento “aperto” – hanno evidenziato Abbondanza, Castiglion e D’Agostino – per promuovere e realizzare “incontri di educazione alla legalità, di promozione culturale e civile, anche attraverso attività ludiche e sportive”. La “nuova Casa” ha sede a Locri presso i locali della Cooperativa Mistya, in via Marconi 2, nella palazzina della Fondazione Zappia. Sono prevalentemente ragazzi e ragazze che già operano nel settore sociale, affiancati in questo delicato e importante lavoro dall’esperienza delle operatrici, “anime”, della Mistya, attiva nella locride da oltre 20 anni.
p.l. 

Calabria ora – 3 maggio 2006

C’è una madre che non festeggia
Liliana Carbone nel corteo con la foto del figlio assassinato.
LOCRI
L’altro primo maggio, che non lascia spazio a festeggiamenti e slogan, è quello della signora Liliana, una madre di Locri che chiede giustizia. Suo figlio, Massimiliano Carbone, era il presidente della Cooperativa “Arcobaleno” ed è stato ucciso il 17 settembre del 2004. Ha appesa al collo la foto della vittima e, nel dare sfogo alla propria rabbia, ringrazia tutti quelli che per qualche minuto si fermano ad ascoltarla: “Io conosco la verità sulla morte di Massimiliano, la quale era stata preannunciata da una larga parte dei cittadini di questa città. Qui si può morire perché si è amabili e laboriosi. Lo guardi mio figlio: non ha offeso, né umiliato alcuno, eppure questa città sembra giustificare la sua morte. Alcuni professionisti locali non sono venuti al funerale perché amici d’infanzia dell’unica persona indiziata, il cui nome ho immediatamente indicato agli inquirenti, nei sei giorni di autentica crocifissione passati da mio figlio all’ospedale. Non è stato solo un proiettile calibro 12 ad ucciderlo sotto casa, ma la pusillanimità di tanti. Mio figlio è stato il primo “ragazzo di Locri”, che scelse di rimanere a lavorare qua con un fucile piantato addosso. Io ho fatto il nome di chi avrebbe potuto trarre vantaggio dall’omicidio di Massimiliano ed anche il movente, fornendo altresì le prove. A tutt’oggi – continua la madre di Massimiliano – non è pervenuta nemmeno la perizia autoptica e sono passati 19 mesi. Il prefetto mi ha promesso verità è giustizia, ma non basta. Io le aspetto dalla città, che ha fornito giustificazioni ed alibi a questo individuo. Massimiliano lascia un bambino di sette anni: è per lui che combatto. Io non ho diritto alla giustizia: ho il dovere di chiedere giustizia”.
g.l.a. 

CGIL REGGIO CALABRIA – www.cgilrc.it

La Casa della Legalità di Genova a Locri per aderire alla manifestazione dei sindacati. Anche la Giunta di Genova delibera l’adesione all’iniziativa.
Dall’associazione genovese riceviamo e pubblichiamo:
“La “Casa della Legalità – Osservatorio sulle mafie” scenderà a Locri, dal 30 aprile al 5 maggio, per diverse iniziative oltre alla partecipazione alla manifestazione nazionale di CGIL-CISL-UIL del Primo Maggio e l’inaugurazione della “Casa della Legalità di Locri”.
Abbiamo chiesto ai Sindacati genovesi di partecipare con noi e di dare un contributo per sostenere le ingenti spese di questa trasferta. Abbiamo inoltre proposto al Comune di Genova di inviare a Locri il 1° maggio il Gonfalone della Città medaglia d’oro della Resistenza.
La decisione delle Segreterie Nazionali di CGIL-CISL-UIL è estremamente significativa perchè rappresenta l’ennesima indicazione della centralità della Legalità e della Lotta alle Mafie come questione nazionale prioritaria. Senza Legalità e Giustizia Sociale, senza la sconfitta della cultura e pratica mafiosa, non è infatti possibile garantire i diritti di cittadinanza, in quanto vengono negati: liberta, sviluppo e lavoro. La Legalità e la Lotta alle Mafie, come la difesa della Carta Costituzionale, frutto dell’alto compromesso figlio delle culture della Resistenza, sono questione civile e sociale, trasversale e devono vedere l’unità come strumento di difesa e mobilitazione morale.
Per questo abbiamo dato da subito adesione alla Manifestazione Nazionale del Primo Maggio a Locri, perchè il “Cammino contro le mafie” sta proprio a signifacare che nessuno sarà mai più solo in questa battaglia dal nord al sud del Paese. “La strada che vogliamo percorrere insieme”, slogan scelto dai Sindacati, rappresenta una occasione di incontro e iniziativa comune con il mondo del lavoro.
Dal Comune di Genova è giunto l’importante riconoscimento del Sindaco e della Giunta che lettera del 28 aprile 2006, il Sindaco Giuseppe Pericu afferma: “ho ricevuto dell’Assessore dott. Luca Borzani la sua e-mail del 5 aprile relativa all’inaugurazione della “Casa della Legalità di Locri” che avverrà nel corso del “cammino” organizato nell’ambito della manifestazione nazionale del Primo Maggio e al riguardo Le comununico quanto segue. Nel corso della seduta del 27 aprile scorso della Giunta Comunale, esaminata la richiesta, è stato deciso di dare piena adesione all’iniziativa considerato il particolare ed importante significato che l’iniziativa in questione riveste in ordine ai gravi fenomeni di criminalità organizzata presenti in vaste aree del territorio nazionale”. 
In merito all’invio del Gonfalone, considerate la necessità che questi venga trasportato e custodito dai Vigili Vessilliferi della Polizia Municipale, le ristrettezze di bilancio evidenziatesi anche dopo l’opportuna verifica,
non permettono la presenza “fisica” dello stesso.
La Circoscrizione della Val Polcevera, con il Presidente Gianni Crivello ci ha consegnato il suo saluto, anche a nome della Comunità della Valpolcevera, da portare ai ragazzi di Locri che hanno deciso di aprire la Casa della Legalità nella loro bellissima e ferita terra:”Grazie ragazzi, quello che state facendo è un esempio che dimostra in modo concreto e vivo quanto la lotta per i diritti, la libertà e l’uguaglianza siano purtroppo ancora necessarie, nonostante siano passati decenni dalla Liberazione e dalla Costituzione che lì sancisce uguali per tutti. Vi abbiamo visto e abbracciato, non in senso formale, ma prima di tutto umano e civile quando siete saliti nella nostra città il 22 marzo. Avete portato i colori e la forza dell’indignazione propria di cittadini coraggiosi e determinati, con grande dignità e spirito di fratellanza. Buon lavoro, quindi, alla Casa della Legalità di Genova e di Locri, che nella giornata del Primo Maggio si ritrovano per un’altra tappa del comune “cammino contro le mafie”. Un abbraccio ed a presto, vi aspettiamo per continuare ciò che è nato”.
Il programma della delegazione della Casa della Legalità di Genova in questo viaggio sarà l’incontro con diverse realtà sociali – comunità e cooperative – della Locride impegnate nell’utilizzo a fini sociali dei beni confiscati alla criminalità organizzata: sia quelle legate alla Diocesi guidata da Mons. Bregantini sia quelle di Libera di don Luigi Ciotti. Parte degli incontri si svolgeranno sia presso la sede della Cooperativa Mistya nel palazzo della Fondazione Zappia a Locri, sia presso i terreni e le strutture confiscate alle cosche della ‘Ndrangheta.Inoltre il 30 aprile incontreremo i ragazzi del Fo.Re.Ver. presso Palazzo Nieddu, mentre il 1° maggio si parteciperà al corteo ed alla manifestazione nazionale dei sindacati. Il pomeriggio del 1° maggio, alle 17, si terrà l’inaugurazione della Casa della Legalità di Locri presso i locali della Fondazione Zappia in Via Marconi, mentre il 3 maggio alle ore 10 parteciperemo all’incontro organizzato da “Riferimenti – coordinamento nazionale antimafia” a Reggio Calabria.
Naturalmente sono stati attivati i contatti tra gli uffici preposti sicurezza delle autorità di Genova con le sedi competenti per la Locride, al fine di garantire l’adozione dei necessari strumenti di protezione della delegazione, nei diversi spostamenti e per le diverse iniziative programmate.
L’Ufficio di Presidenza Christian Abbondanza, Simonetta Castiglion, Enrico D’Agostino

GIORNALE DI CALABRIA 21.04.06

La Casa della legalità a Locri
GENOVA. La “Casa della Legalità- Osservatorio sulle mafie” di Genova parteciperà a Locri, dal 30 aprile al 4 maggio, alla manifestazione nazionale di CGIL-CISL-UIL del primo Maggio, all’inaugurazione della “Casa della Legalità di Locri” e ad altre iniziative. A questo proposito la “Casa della legalità” afferma di non aver ricevuto risposte né dai sindacati genovesi né dal Comune di Genova alle richieste, rispettivamente, di un contributo alle spese di trasferta e di invio del gonfalone della città, medaglia d’oro della Resistenza, a Locri. La Circoscrizione della Val Polcevera, con il Presidente Gianni Crivello – informa ancora l’associazione – consegnerà un saluto da portare ai ragazzi di Locri che hanno deciso di aprire la Casa della Legalità: “segnale importante – osserva il sodalizio – che segue allo straordinario impegno, insieme all’assessorato alla Cultura del Comune di Genova, per l’importante tappa del Cammino del 22 marzo a Genova, proprio con i ragazzi di Locri della Gurfata”. Il programma della delegazione della Casa della Legalità di Genova in questo viaggio prevede l’incontro con diverse realtà sociali – comunità e cooperative – della Locride impegnate nell’utilizzo a fini sociali dei beni confiscati alla criminalità organizzata: sia quelle legate alla Diocesi guidata da mons. Bregantini sia quelle di Libera di don Luigi Ciotti. Parte degli incontri si svolgeranno sia presso la sede della Cooperativa Mistya nel palazzo della Fondazione Zappia a Locri, sia presso i terreni e le strutture confiscate alle cosche della ‘ndrangheta. Inoltre il 30 aprile la delegazione genovese incontrerà i ragazzi del Fo.Re.Ver. presso Palazzo Nieddu. Il pomeriggio del primo maggio, alle 17, si terrà l’inaugurazione della Casa della Legalità di Locri presso i locali della Fondazione Zappia in Via Marconi, mentre il 3 maggio alle ore 10 è prevista la partecipazione all’incontro organizzato da “Riferimenti – coordinamento nazionale antimafia” a Reggio Calabria.

AREA LOCALE – guida web Calabria

1°maggio a Locri
Locri – L’intera rappresentanza sindacale nazionale, sotto la guida di CGIL CISL e UIL, ha in queste ultime ore scelto la città in cui onorare la causa di una ricorrenza e di una festa tanto importante come quella del 1° maggio: Locri.
Per la prima volta la Calabria è stata scelta come palcoscenico di questa giornata di lotta e di mobilitazione.
La scelta è di chiaro stampo politico e sociale, ed è un’occasione importantissima per tutti i cittadini calabresi, lavoratori, pensionati, e soprattutto per i giovani, che in questi ultimi mesi hanno urlato contro la ‘ndrangheta.
Anche i vertici sindacali regionali sottolineano lo stretto legame ideologico tra la manifestazione del 1° maggio e la lotta alle mafie: “la giornata di lotta del Primo maggio 2006 – spiega la Cgil Calabria – è la continuità della manifestazione del maggio 2005 di Lamezia Terme per dire, ancora una volta, basta allo strapotere della criminalità organizzata e all’emergenza e tracotanza manifestatasi con atti delittuosi di eccellenza, per ultimo, a Locri, quello dell’omicidio del Vice Presidente del Consiglio Regionale, On. Fortugno.”
L’ulteriore auspicio è  che questa manifestazione sindacale, così come lo sciopero generale del 25 novembre dell’anno scorso, abbia l’effetto di mobilitare gli enti locali e le Istituzioni in toto (e il futuro Governo Prodi in primis) si affaccino su una “nuova politica – ha affermato la Cigl – che faccia finalmente uscire le regioni meridionali e, soprattutto, la Calabria dalle condizioni di sottosviluppo storico in cui si trovano.”
La manifestazione di Locri coinciderà con il periodo durante il quale la Casa della Legalità – Osservatorio sulle mafie di Genova si recherà nella cittadina del reggino (dal 30 aprile al 4 maggio) per inaugurare la Casa della Legalità di Locri.
Per l’occasione, probabilmente, il Comune di Genova invierà a Locri il Gonfalone della città Medaglia d’Oro della Resistenza.
[Attardi Rossi]

AGE – 19.04.06
GENOVA: VENERDI’ 21 APRILE NUOVA TAPPA DEL CAMMINO CONTRO LE MAFIE
(AGE) GENOVA – La “Casa della Legalità – Osservatorio sulle mafie” scenderà a Locri, dal 30 aprile al 4 maggio, per diverse iniziative oltre alla partecipazione alla manifestazione nazionale di CGIL-CISL-UIL del Primo Maggio e l’inaugurazione della “Casa della Legalità di Locri”. Abbiamo chiesto ai Sindacati genovesi di partecipare con noi e di dare un contributo per sostenere le ingenti spese di questa trasferta. Siamo inoltre in attesa della risposta da parte del Comune di Genova alla proposta avanzatagli di inviare a Locri il 1° maggio il Gonfalone della Città medaglia d’oro della Resistenza. La presentazione del programma della delegazione, per questa nuova tappa del “Cammino contro le mafie” sarà illustrato in una Conferenza Stampa che si terrà presso la sede della “Casa della Legalità” di Genova, in via Sergio Piombelli 15, venerdì 21 aprile 2006 alle ore 11. Alla conferenza stampa saranno inoltre illustrati gli sviluppi delle attività dell’Osservatorio sulle Mafie di Genova e le problematiche riscontrate in questi ultimi mesi anche alla luce delle nuove denunce effettuate. (AGE)

 

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