la Repubblica
Francesco Pinto, presidente dell’Associazione Magistrati: non esistono isole felici
“Edilizia, commercio e subappalti così le cosche vanno all’assalto”
E a Imperia più di trecento attentati in un anno
di Marco Preve
“Non esistono isole felici e anche a Genova e in Liguria, seppur con forme non cruente, le mafie sono al lavoro. Bene ha fatto il questore a pronunciare quelle parole e mettere il dito nella piaga”.
Francesco Pinto, presidente dell’Associazione Nazionale Magistrati, è appena tornato da un convegno internazionale svoltosi a Saremo e dedicato alla memoria del collega Francesco Pescetto, pm stroncato da un infarto pochi mesi fa, che proprio per le sue inchieste sul crimine organizzato era stato minacciato e aveva vissuto a lungo sotto scorta.
La Liguria per le organizzazioni criminali è soprattutto terra di investimenti. “In questi periodi di crisi per l’economia ufficiale le mafie sono le uniche a poter disporre di un saldo sempre attivo e di enormi liquidità grazie al traffico di droga – spiega Pinto -. Da qui deriva il loro potere”.
Genova e la Liguria sono un piatto ricco. “Acquisto di aziende in difficoltà, edilizia, concessionarie auto, il grande commercio e poi il reticolo dei subappalti. Questi – spiega il presidente dell’Anm – sono i punti deboli. Specie da quando le organizzazioni si sono trasformate strutturalmente, dando vita a vere e proprie holding finanziarie in cui il confine tra capitali legali ed illegali è sempre più labile. Registriamo flussi finanziari per rilevare aziende aziende o finanziare grandi operazioni che fanno nascere sospetti. Ma ormai per poter fronteggiare questo fenomeno è necessario, come avviene ad esempio in Francia, a Marsiglia, poter disporre di specialisti economici oltre alla polizia giudiziaria”.
Il procuratore di Sanremo Roberto Cavallone ha fornito dati da far west sulla parte di provincia imperiese che ricade sotto la sua giurisdizione: 305 attentati in un anno e mezzo. I suoi molteplici allarmi sono per altro ignorati dalla politica che teme ricadute di natura turistica. La relazione semestrale della Direzione Investigativa Antimafia dice che in Liguria “la criminalità organizzata esprime tentativi di infiltrazione nei settori economici legali, in particolare nelle imprese in crisi di liquidità, attraverso la pressione usuraia ed estorsiva”. Associazioni come la Casa della Legalità da anni denunciano, spesso derise dalla politica, le ramificazioni della mafia e della ‘ndrangheta.
Sempre il procuratore capo Cavallone aveva denunciato la sua sorpresa nel constatare quanti appalti nell’imperiese finiscono ad imprese poco presentabili.
“Gli appalti e i subappalti sono un settore effettivamente a rischio e recenti inchieste lo confermano – dice ancora Pinto -. Il pericolo, che in qualche caso si è già manifestato concretamente, è quello di un reticolo di imprese legate alle organizzazioni che, attraverso accordi occulti, si impadroniscono di fette importanti di lavori pubblici. Per questo anche indagini per turbative d’asta per piccoli appalti possono nascondere la punta dell’iceberg. E per questo è necessaria una sempre maggior collaborazione e attenzione da parte della pubblica amministrazione. Perché magistratura e finanza intervengono quando la patologia è già in fase avanzata, ma la prevenzione si fa con il controllo sui requisiti da parte degli enti locali”.