Il Sole 24 Ore
Nord-Ovest sezione: ECONOMIA e IMPRESE Liguria data: 2009-04-15 – pag: 23
Energia. Entro l’estate saranno inaugurati due nuovi parchi eolici per 8 MW totali Il Savonese si affida al vento Investimenti per 20 milioni nell’area da parte del gruppo Fera SAVONA Jada C. Ferrero La green economy mette radici in Liguria, dove ha la forma del vento. Sulle alture fronte mare le pale eoliche, oggi una ventina, sono destinate a moltiplicarsi. La Regione, in un recente aggiornamento al Piano energetico ambientale, su proposta dell’assessore all’Ambiente Franco Zunino, ha pianificato di passare a una potenzialità produttiva di 120 MW elettrici (fino a 150 aerogeneratori), contro l’odierna quindicina di MW che entra in rete grazie alla forza di Eolo. Fra ipionieri c’è il parco eolico di Varese Ligure (La Spezia), con quattro mulini in azione (potenza di 3,2 MW, producono circa 6,5 GWh annui, il fabbisogno energetico di migliaia di famiglie). Realizzato su un passo, a oltre mille metri di quota, da Centrogas Energia (gruppo Acam), è un impianto “pubblico”, gestito da una ex municipalizzata, in un settore dove soprattutto gli investimenti privati (per lo più non liguri) sono in significativa crescita. Sono già autorizzati mulini a Mele (Genova) e, nell’entroterra di Savona, a Erli e Rialto; ci sono poi pale a Calice (realizzate dalla Elettrostudio di Mestre) e a Stella San Martino. Qui, sui crinali del paese natale di Sandro Pertini, l’investitore è la milanese Fera, una piccola holding (Srl con capitale sociale di 3 milioni, otto azionisti) che si occupa di ricerca e sviluppo di fonti rinnovabili. Il nome dell’azienda, creata nel 2001 e presieduta da Cesare Fera, ingegnere, è anche acronimo del campo d’azione (Fabbrica energie rinnovabili alternative). Il parco di Stella – tre pale (alte 50 metri) di ultima generazione (costruite dalla tedesca Enercom), per 2,4 MW di potenza –appoggia su un investimento globale di circa 4 milioni, avviato nel 2002. Soddisfa i bisogni energetici dei 3.085 residenti. «Tecnicamente è un leasing – sintetizza Cesare Fera – formula scelta, insieme al project financing, per questo tipo di operazioni. Produce ricavi per circa 700mila euro l’anno fra certificati verdi e introiti che derivano dalla vendita di energia. In questo caso l’acquirente è l’inglese British Petroleum, il miglior offerente. Al Comune giriamo il 3% dei proventi». Per Stella, una questione di “prestigio verde”, col suo bel ritorno economico: «A parte che siamo uno dei pochissimi paesi dell’entroterra certificati Iso 14.001 – sottolinea il sindaco Anselmo Biale – l’eolico costituisce una buona fonte per investire in opere pubbliche altrimenti difficili». Fera come holding stima di fatturare per il 2009 circa 10 milioni, di cui 5 dalle attività eoliche (il doppio del 2008). Nel Savonese ha in atto investimenti per 20 milioni. A fine maggio sarà inaugurato il parco di Pontinvrea ( quattro aerogeneratori per 3,2 MW), cui entro l’estate seguirà l’impianto di Cairo Montenotte (sei pale, per 4,8 MW). Cesare Fera, pur riferendo di «infinite difficoltà incontrate fra burocrazia e cautele ornitologiche spinte», non intende demordere: «Investiremo altri 150 milioni in Liguria. A Bergeggi abbiamo acquistato l’ex cava Sant’Elena, con l’idea di realizzarvi un centro di ricerca sulle rinnovabili. Occuperà 40 addetti e sarà costruito con tecniche di bioarchitettura. Dopo Pasqua presenteremo l’iniziativa agli enti locali». La società è capofila di un consorzio (13 soggetti) che si è aggiudicato lo sviluppo di un progetto di ricerca (FREeSUN) sulla tecnologia solare termodinamica a concentrazione (Csp, Concentrated solar power), una sorta di rivisitazione degli specchi ustori di Archimede, che fruirà di un finanziamento di 12,5 milioni del ministero dello Sviluppo economico nell’ambito di Industria 2015 Efficienza energetica. A livello di occupazione, ogni pala genera un posto di lavoro diretto e due nell’indotto. In un recente convegno organizzato a Genova da Anev (Associazione nazionale energia del vento) e Uil si sono fatti i conti: «L’eolico installabile in Liguria entro il 2020, pari a 280 MW di potenza – riassume Pierangelo Massa, segretario regionale Uil – può portare gli occupati dagli attuali 220 circa ad oltre mille».