Sopralluogo a Palermo del 2, 3, 4 e 5 novembre 1988
XVIII Legislatura
Nel corso dell’audizione del 3 novembre 1988 Paolo Borsellino fu audito dalla Commissione parlamentare antimafia (X legislatura) nella sua qualità di Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Marsala.
Alla data dell’audizione, il maxi-processo di Palermo si era già concluso in primo grado (16 dicembre 1987), con 342 condanne che rappresentarono complessivamente una preziosa conferma della articolata attività istruttoria svolta, con sacrificio, da Paolo Borsellino, Giovanni Falcone e dagli altri magistrati del “pool”.
Nel corso dell’audizione il dottor Borsellino affronta molteplici temi, concernenti – tra l’altro – l’evoluzione del fenomeno mafioso nel territorio di Marsala, le condizioni organiche e strutturali di tale Ufficio, le possibili riforme legislative in tema di accorpamento dei Tribunali, ma – soprattutto – il problema delle connessioni tra mafia e politica, quello dei rapporti tra i reati di criminalità organizzata e le fattispecie di corruzione, nonché quello dei rapporti della criminalità organizzata operante a Marsala con la massoneria. Oggetto particolarmente significativo dell’audizione è anche quello, molto problematico, dei rapporti con il “pool antimafia” di Palermo, all’epoca diretto dal Consigliere Antonino MELI (preferito a Giovanni Falcone, il 19 gennaio 1988, nel cruciale ruolo di vertice dell’Ufficio Istruzione del Tribunale di Palermo).
Viene fatto infine riferimento alle indagini del Colonnello dei Carabinieri Giuseppe Russo con riferimento al sequestro di Luigi Corleo, suocero di Nino Salvo.
Per quanto concerne il regime dell’atto, lo stesso risultava classificato come “segreto funzionale” ed è stato fatto oggetto di classificazione “a regime libero” con delibera della Commissione parlamentare antimafia del 10 luglio 2019 (XVIII legislatura).
Testo estrapolato
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