Caso Fondiaria, assolti Cioni e Ligresti

Il Tirreno

FIRENZE Tutti assolti tranne l’ex assessore Pd Gianni Biagi, condannato ad un anno di reclusione per abuso di ufficio e turbativa d’asta. È la conclusione del processo sull’urbanizzazione dell’area di Castello, a Firenze, che vedeva imputati tra gli altri anche l’ex presidente onorario di Fondiaria Sai Salvatore Ligresti e l’ex assessore comunale Pd Graziano Cioni. La decisione del collegio del tribunale presieduto dal giudice Francesco Maradei è arrivata dopo 7 ore di camera di consiglio ed è stata accolta con grande soddisfazione sul banco delle difese: «La giustizia ha trionfato», ha commentato Cioni. Con lui, sempre con formula piena, sono stati prosciolti Salvatore Ligresti, Fausto Rapisarda, Gualtiero Giombini, Marco Casamonti e Aurelio Fontani. Lo stesso Biagi è stato prosciolto dalle accuse di corruzione e concussione, mentre per la turbativa d’asta e l’abuso d’ufficio è stato condannato a un anno di reclusione e al pagamento delle spese processuali, oltre all’interdizione per un anno dai pubblici uffici con sospensione della pena. Il giudice ha anche disposto il dissequestro di tutti i beni immobili, un’area di 168 ettari alla periferia nord-ovest di Firenze sotto sequestro da cinque anni, che sarà ora restituita “agli aventi diritto”. La fine del processo sulla trattativa fra Comune di Firenze e Fondiaria Sai per l’urbanizzazione dell’area di Castello era prevista per il 30 giugno del 2012, ma lo stesso giudice Maradei, con un colpo di scena, aveva rimandato la sentenza per assumere nuovi mezzi di prova. Nel dibattimento bis sono poi stati ascoltati diversi testimoni, molti dei quali presenti nelle intercettazioni riguardanti proprio la turbativa d’asta, ovvero l’iniziativa dell’ex assessore all’urbanistica Gianni Biagi di boicottare la gara indetta a fine 2007 dall’allora presidente della Provincia Matteo Renzi per trovare una nuova collocazione agli uffici provinciali a Firenze e non nell’area di Castello, dove invece Biagi avrebbe voluto sistemare sia la nuova sede della Regione che quella della Provincia. L’accusa aveva chiesto la condanna a 3 anni e 6 mesi per Ligresti, 4 anni e 6 mesi per l’ex assessore all’urbanistica di Firenze Gianni Biagi e 2 anni e 2 mesi per Cioni. In particolare, Biagi era accusato di corruzione per aver imposto a Fondiaria gli architetti a lui graditi e per aver disposto il rilascio dei permessi a costruire per gli edifici privati prima che fossero avviati i lavori per il grande parco. Cioni, invece, per aver ricevuto numerosi favori da Fondiaria, fra cui premi per il figlio dipendente della compagnia assicuratrice, un appartamento ad affitto di favore per una amica e sponsorizzazioni per alcune iniziative. «C’è grandissima felicità per Cioni, che vede la luce dopo essere stato 4 anni 3 mesi e 16 giorni in un pozzo buio- commenta l’avvocato Pasquale de Luca, che difende l’ex assessore- Ma resta l’amarezza per un periodo della sua vita che non tornerà più».

Luca Serranò

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