Genova, beni confiscati, Libera e le ambiguità istituzionali

Il 26 aprile 2009 faceva tappa a Genova la manifestazione “Onda Libera”. Uno dei protagonisti è stato Nando Dalla Chiesa, nel pomeriggio come rappresentante di “Libera” e la sera come rappresentante del Comune.
Nelle ore pomeridiane Nando interviene come “presidente onorario di Libera” in Vico delle Mele e nella piazza delle Feste del porto antico, con accanto Marta Vincenzi, la sindaco di Genova. Dopo il tramonto (anziché a Villa Bombrini a Cornigliano) al Teatro Modena dell’Archivolto, sul palco, come da programma ufficiale della manifestazione, è rappresentante del Comune di Genova ed ha accanto Matteo Lupi, referente regionale di Libera Liguria (quello scelto dal “blocco rosso” come ha ricordato il giornalista Bruno Lugaro).
La manifestazione genovese di “Onda Libera” è stata promossa ,come ci indica la locandina dell’evento, da “Libera” con il Comune di Genova, la Lega Coop, Cgil, Arci e la Fondazione di Unipol, insieme a quella “Società per Cornigliano” che che gestisce le aree su cui gli appalti – seguiti dalla “Sviluppo Genova Sta”, altra società pubblica – vedono protagonista la Eco Ge srl della famiglia Mamone [per vedere chi sono vai alla raccolta “Mamone” – partendo dal 2005 – ed  approfondisci sull’inchiesta per corruzione e voto di scambio nello speciale sulla Tangentopoli genovese]

In occasione di questa “onda” di Libera il Comune di Genova ha “aperto” i beni confiscati di Vico delle Mele! Si quelli che erano stati rioccupati dal boss Rosario Caci che il Comune di Genova aveva deciso di ospitare – a spese dello stesso Comune – in un albergo della centrale Via Balbi.
Ci sono voluti solo 3 anni e mezzo dalla confisca. Se nulla avevano smosso le istanze della società civile, degli abitanti, ci voleva l’associazione legata al PD, a pochi mesi dalle elezioni, per aprire quelle serrande, dopo un tour de force per sgomberarli e abbattere i muri per una, anche senza luce, perfetta azione teatrale per gli scatti fotografici e video d’occasione. Ma la scena più sconvolgente è vedere Marta Vincenzi che apre la serranda e si lamenta delle scarse indagini sulla mafia a Genova. Accanto a lei Nando, non nella veste di “consulente” della Giunta comunale (non assessore perché sarebbe stato incompatibile con la cattedra all’Università di Milano, ed avrebbe comportato la rinuncia ad uno dei due compensi – vds articolo la Repubblica), ma in quella di “Libera”. Non poteva mancare nemmeno una candidata alle elezioni europee del Pd, assessore della Vincenzi, la Balzani.

Ma ripercorriamo questi tre anni:

1) Comune, Prefettura e Demanio hanno lasciato i beni confiscati di Vico delle Mele in mano al boss Caci, come se la confisca non ci fosse mai stata, sino al gennaio 2007 (per oltre 2 anni)… sino a quando era divenuto impossibile non affrontare la denuncia pubblica pressante e con molteplici iniziative, della Casa della Legalità su tale vergogna [qui tutto lo speciale, con l’ordinanza di confisca definitiva, rassegna e articoli];

2) il Comune di Genova, con la Giunta Vincenzi, da’ ospitalità al boss Rosario Caci, dal gennaio 2007 – ed ancora oggi, anche mentre si svolge “Onda Libera” – presso un albergo della centralissima via Balbi a spese del Comune, nonostante la famiglia Caci abbia un immobile in vico dei Droghieri a Genova e lo stesso abbia una pensione di invalidità (invalido al 100%), il tutto mentre la Prefettura doveva predisporre la scorta per gli operai che dovevano restaurare i beni di Vico delle Mele in quanto questi venivano minacciati dal pensionato-invalido-boss di Cosa Nostra [leggi articoli de la Repubblica del 21.10.2008 qui e qui];

3) il Comune di Genova, rilasciava senza alcuna verifica o comunicazione – ad esempio con gli uffici della DIA – una licenza per un bar a poche centinaia di metri da Vico delle Mele, in Via Canneto il Lungo, al figlio di Caci… anche se nel bar – considerato lo stato di fermo del giovine – vi sia la “compagna” del Caci, il fratello del Caci o lo stesso boss; [ma questa pare essere un abitudine del Comune… infatti non trasmettere nulla alla DIA, nemmeno la lista degli appalti e subappalti, degli incarichi e subincarichi!]

4) l’amministratore di Condominio del caseggiato dei beni confiscati (il civico 4 di Vico delle Mele), così come di altri palazzi di altri vicoli dove, come in Vico delle Mele, per pura coincidenza, naturalmente, lo sfruttamento della prostituzione è l’attività “caratteristica”, è un Vigile Urbano… ovvero della società familiare di un agente della Polizia Municipale del Comune di Genova [leggi articolo de la Repubblica 11.04.2009].

Nando Dalla Chiesa non può dire che non sapeva nulla sino a pochi giorni fa di tutto questo. Ne abbiamo parlato più volte… sono usciti molteplici articoli sulla stampa, sono stati ripetuti i servizi di telegiornali (in primis il Tgr Liguria – video 1 con in coda il servizio del Tgr 27 ottobre 2007 e video 2 il servizio del Tgr del 21 ottobre 2008), sono state molteplici le manifestazioni e gli incontri pubblici in cui si è parlato di questo [speciale sui beni confiscativideo manifestazione 21 ottobre 2008video manifestazione 4 aprile 2009video Exit La7 – video Primocanale 23.03.2009 – articoli de la Repubblica 29.12.200526.10.2007  e quelli del 21.10.2008 qui e qui].

Andiamo avanti per capire meglio il contesto:

– la signora Sindaco, mentre sfuggiva dalla richiesta di sottoscrizione – come per tutti gli altri candidati a Sindaco – dell’Atto di Impegno contro mafie e corruzione, nel marzo-maggio 2007, inviava una lettera di ringraziamento e auspicio di collaborazione [qui la pagina web salvata] ad un associazione che vedeva nel suo Consiglio Direttivo [qui la pagina web salvata], un pregiudicato per reati tipicamente mafiosi, nonché individuato quale “capobastone” della famiglia Maurici di Cosa Nostra, alias Giacomo Maurici [leggere anche interessante articolo di Roberto Galullo su Il Sole 24 Ore o l’estratto della Relazione sulla Liguria della Commissione Parlamentare Antimafia del 1999 – o vedere anche il video sulla Valpolcevera per capire il livello di infiltrazione a Genova];

– la signora Sindaco ha visto due assessori della sua Giunta (uno dei quali anche nel suo staff elettorale) indagati nelle inchieste della Procura per corruzione e voto di scambio, nonché altri esponenti del suo entourage sino al suo braccio destro (già dai tempi in cui era Euro-Deputata), nonché portavoce e responsabile dei rapporti istituzionali della sua Giunta, arrestati per associazione a delinquere finalizzata alla corruzione e turbativa di appalti [leggi lo speciale sulla nuova tengentopoli genovese – vedi servizi Tg locali del 24.05.2008 – vedi il servizio di Exit La7];

– le inchieste che coinvolgono i suoi “uomini” e le società pubbliche del Comune di Genova, hanno avviato anche un filone sul voto di scambio politico mafioso [vai allo speciale con tutta la rassegna stampa], che vedono esponenti della ‘ndrangheta affermare, in intercettazioni, che loro sono amici di Burlando e della Marta… nonché che hanno dato voti per la Vincenzi alle ultime elezioni amministrative;

– la Sindaco, nell’organizzare un gemellaggio con il Comune di Reggio Calabria, e nello specifico con il Sindaco Scopelliti (che usava come Uffici immobili del boss dei videopoker!), ha chiamato a presenziare l’alto “evento” l’ex Consigliere comunale Salvatore Ottavio Cosma (ex Udeur, oggi responsabile dipartimenti tematici della IdV – Lista Di Pietro in Liguria, sotto la guida del neo parlamentare Giovanni Paladini), intercettato dalla Procura di Genova quale uno dei collettore tra la politica e gli esponenti della ‘ndrangheta [leggere brevissimo estratto del rapporto della Guardia di Finanza – formato .pdf].

Anche di tutto questo, Nando Dalla Chiesa, era a conoscenza, a meno che non abbia voluto evitare di informarsi e leggere quanto di pubblico vi è, prima di accettare l’incarico con la Giunta di Marta Vincenzi… Vi è l’Ordinanza del Gip... vi sono ampi articoli della stampa locale e nazionale (tra cui Il Sole 24 ore, Il Corriere della Sera, Il Secolo XIX, la Repubblica… – tutti raccolti nello speciale)… vi sono – purtroppo – le carte della fuga di notizie sull’inchiesta relativa al voto di scambio con le cosche… Il Presidente Onorario Nazionale di Libera, lo stesso Nando, non possiamo pensare abbia accettato un incarico da un amministrazione pubblica senza leggere nulla di tutto questo… O forse lo ha letto e giudica, come già fece Venanzio Maurici della Fillea-Cgil, che le inchieste della Procura di Genova come fondate sul nulla?

Non è solo questione di trasparenza delle scelte e delle responsabilità pubbliche di chi amministra una città. Alcuni giorni fa proprio da Nando Dalla Chiesa e l’Assessore alla Sicurezza, Francesco Scidone, contatti telefonicamente hanno negato che il 26 aprile non sarebbero stati aperti i beni confiscati di Vico delle Mele, in quanto non pronti (devono ancora essere messi a norma… visto che il Comune se ne è fregato per oltre 3 anni e mezzo) e soprattutto perché in due riunioni tra Comune, Municipio, Patto per lo Sviluppo della Maddalena, “Liberi Cittadini della Maddalena” e Casa della Legalità si era definito un percorso trasparente e partecipato per l’utilizzo di quei beni, secondo le esigenze sociali degli abitanti e con l’intervento in rete di tutte le associazioni disponibili. Nando Dalla Chiesa addirittura affermava che non sapeva proprio chi avesse messo in giro certe voci sull’apertura dei locali con “Libera”, cioè l’associazione legata al Pd di cui lui è presidente onorario… Anche i “Liberi Cittadini della Maddalena” non l’hanno presa bene. Questi si espongono, fanno le segnalazioni… denunciano pubblicamente, fanno nomi e cognomi degli uomini legati alla criminalità organizzata che controlla il territorio nella zona della Maddalena e di Vico Mele… si confrontano con le Istituzioni, collaborano per la realizzazione di progetti partecipati… e poi si ritrovano sbeffeggiati, di fatto, nei fatti, pubblicamente. Questo che segnale è? Secondo noi è un ennesimo pessimo segnale.

Certo, qualcuno potrebbe dire che non è peggio del fatto che l’agriturismo con attività di ippoterapia nel corleonese, gestita da una cooperativa legata a Libera, vedeva – come documentato e denunciato pubblicamente da TeleJato con una video ora svanito – la “collaborazione” di uomini legati a Cosa Nostra… O che certe cooperative sempre di Libera acquistano attrezzature e merci da società legate a famiglie di mafia… O che se dei ragazzi osano in Lombardia chiedere al Demanio la lista dei beni confiscati per proporre progetti di gestione con diverse associazioni, questi vengono ricontatti non dal Demanio ma dal Referente Regionale di Libera Lombardia che li richiama perché hanno “osato” fare una cosa di cui si occupa già Libera.

Comunque, ancora una volta, non lo diciamo per distruggere, diciamo e denunciamo quanto accaduto perché auspichiamo che le cose possano cambiare! Cambiare questo Paese può essere possibile se si tramutano concetti ed azioni attraverso un’agire responsabile che non tenga conto dei personalismi ma, come dice don Luigi Ciotti, della collettività. Siamo stufi delle parole che vengono contraddette dai fatti. Stufi stufi delle campagne elettorali per cui si piega e strumentalizza ogni cosa, senza capire che così facendo si compromette la fiducia già labile dei cittadini nelle Istituzioni.

Qui il VIDEO

LEGGI IL VOLANTINO CHE LA CASA DELLA LEGALITA’ HA DISTRIBUITO
SULLA VICENDA DEI BENI CONFISCATI DI VICO DELLE MELE E LA ‘DECINA’ DI MADONIA
(formato .pdf – clicca qui)

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