Tangenti per le mense, blitz all’alba. In manette il portavoce del sindaco

la Repubblica

Stefano Francesca, portavoce del Sindaco Marta Vincenzi, Massimo Casagrande e Claudio Fedrazzoni, entrambi ex consiglieri Ds, e un imprenditore vercellese, Roberto Alessio, avrebbero costituito una ‘banda’ per monopolizzare gli appalti delle mense ospedaliere e scolastiche di Genova e della Liguria. Arresti domiciliari per Giuseppe Profiti, direttore del Bambin Gesù di Roma.

di Massimo Calandri e Marco Preve

E´ passato esattamente un anno da quella cena al ristorante Saint Cyr. La “Casagrande band” stava nascendo e aveva grandi speranze.

Ieri il sogno è naufragato: in galera. Ci sono finiti Stefano Francesca, ex portavoce di Marta Vincenzi, l´”ometto della signora” come lo chiamava scherzosamente Claudio Fedrazzoni, ex consigliere ds e dirigente Culmv, uno che riusciva a far aprire i Bingo dove non si sarebbe potuto, e pure lui oggi è in carcere, a Chiavari. A Marassi con “l´ometto” c´è invece Massimo Casagrande, l´avvocato ex consigliere comunale Ds che era il grande trascinatore del suo gruppo. La “band” così l´aveva soprannominata Roberto Alessio, che si trova in cella a Pontedecimo, ed è titolare dell´omonima azienda di carni fresche di Vercelli. Uno che pur di aggiudicarsi affari e non perdere sentenze pranzava con politici e monsignori, commercialisti e magistrati.

I quattro sono stati arrestati dalla guardia di finanza ieri mattina alle sette. Francesca, in preda ad una crisi di ansia è stato assistito da uno psicologo. L´accusa contenuta nelle 607 pagine di ordinanza firmata dal giudice Roberto Fucigna parla di associazione a delinquere finalizzata alla corruzione e alla turbativa d´asta. L´inchiesta del pm Francesco Pinto è quella che riguarda le manovre per aggiudicarsi gli appalti della ristorazione scolastica a Genova e degli ospedali savonesi. Proprio per quest´ultima accusa è finito ai domiciliari anche Giuseppe Profiti, oggi presidente dimissionario del Bambin Gesù di Roma, coinvolto per il suo precedente ruolo di direttore delle finanze della Regione Liguria. Gli altri due indagati principali dell´indagine restano a piede libero. Si tratta dei due ex assessori allo sport e alla città giovane Paolo Striano e Massimiliano Morettini. Le loro posizioni appaiono più defilate.

Il coinvolgimento di Morettini, già leader del movimento no global genovese, è legato in particolare ad alcune sue frasi intercettate dagli investigatori. Il 6 giugno scorso Morettini parla con Casagrande: «….ti passerò due notizie sulle gare e gli appalti». «Di che cosa…?» chiede Casagrande, «di qualunque cosa, tutte quelle che raccatto te le passo…», e l´altro «ma io.. io ne…fa.. ne faccio uso prima di te guarda…», e Morettini «fai il tuo lavoro sporco diciamo…».

In un´altra telefonata di quel periodo Casagrande lo invita a pranzo con “lo stesso dell´altra volta”, ossia Roberto Alessio, e Morettini ribatte «ah, ok…per rubargli altra roba?».

Il riferimento è al pranzo che si tiene al Saint Cyr il 17 maggio 2007. Claudio Fedrazzoni combina l´incontro tra Roberto Alessio che vuole garantirsi il successo per l´appalto della ristorazione scolastica del 2008 e Stefano Francesca, Morettini e Casagrande. Si parla di quanto e come elargirà Alessio. L´imprenditore spiega «la cifra per voi non sarà importante, per noi lo è, può essere una cifra di apertura, nel senso che ci siamo conosciuti, noi per incominciare a giocare mettiamo il gettone…». Interviene Francesca: «..probabilmente siamo in dirittura d´arrivo e quindi abbiamo bisogno di giocarlo il gettone ..mh?.. aldilà degli scherzi ho notato che su questo tavolo ci sono persone che continueranno a lavorare con questa amministrazione…».. Per come giustificare le tangenti Alessio è chiaro: «…allora non le facciamo risultare come finanziamento… io devo solo trovare le causali e facciamo le tranche, però te le liquido in un mese, cioè la cifra.. facciamo 4 fatture di diversa natura». E più avanti ancora Alessio. « …possiamo fare 20mila su 5 tranche non ho problemi». Chiusa la “pratica” si discute di altro, di candidati alle imminenti elezioni amministrative. Fedrazzoni parla di una persona e dice: «a lui ho fatto un piacere della madonna, poi gli è andato male ma non è colpa mia, gli ho fatto autorizzare un Bingo in via Cesarea… in quel condominio c´era una fidanzata di… ha fatto ricorso sennò avevo fatto un capolavoro, era un fondo di garage, gliel´ho fatto abilitare a connettivo…».

Alessio, anche se ricorda «devo un po´ mediare le cose… non con voi… ma perché ho 50 operazioni analoghe in pista…», è entusiasta dei commensali e lo definisce «un gruppo unito e tutto quanto… e costruttivo».

Gli piacciono tanto che qualche giorno dopo telefona a Fedrazzoni e gli dice «mi è venuta una proposta indecente che le voglio fare». Il sesso non c´entra. Gli propone un incontro con un finanziatore, Paolo Ambrosini, imprenditore che sarebbe impegnato nella valorizzazione del seminario del Galliera «..a lui chiederemo un contributo che sicuramente ci darà, perché questo è l’accordo». Ambrosini, che secondo la procura condivide con Alessio la conoscenza del cardinale Bertone, è anche lui indagato.

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