la Repubblica
Finanzieri negli uffici di Cemusa, la società che cura l´arredo urbano
di Marco Preve
Un altro appalto comunale, risalente all´amministrazione Pericu, è al centro di una nuova indagine giudiziaria. Venerdì scorso, alcuni finanzieri, su incarico della procura si sono presentati negli uffici della Cemusa, la società spagnola che nel 2000 si era aggiudicata l´appalto ventennale per il rinnovo dell´arredo urbano: pensiline, panchine, edicole e cartelloni. Un business milionario. Due anni dopo, per conto della famiglia Olcese, proprietaria dell´omonima azienda di cartellonistica, gli avvocati Sabrina Franzone e Pasquale Tonani presentarono un esposto che chiedeva di far luce su una serie di presunte violazioni del contratto d´appalto. All´inizio dell´anno, l´inchiesta, passata di mano a vari magistrati, è finita sul tavolo del gip Roberto Fenizia con una richiesta di archiviazione.
Il giudice, però, si è riletto gli atti e ha notato come alcuni aspetti, sottolineati nelle numerose e circostanziate memorie presentate dagli avvocati, meritassero degli approfondimenti. Ha così respinto l´archiviazione chiedendo che si indaghi «in ordine alla alimentazione degli impianti luminosi della Cemusa ed ai relativi pagamenti, allo spazio utilizzato da detta impresa ed ai pagamenti effettuati dalla stessa». Il nuovo pm, Paola Calleri, ha subito chiesto ai finanzieri di prelevare contratti, fatture e documenti negli uffici Cemusa. Intanto, si vuole capire chi paghi la corrente che illumina i pannelli pubblicitari. A livello informale, da Cemusa, spiegano che all´epoca si decise di collegare (e anche per l´operazione di allaccio si valuterà chi abbia sostenuto i costi) i pannelli a lampioni e punti luce Enel, stabilendo in questo modo che il consumo degli impianti spagnoli sarebbe stato analogo – nonché semplice da quantificare – a quello della pubblica illuminazione, e aggiungono che «le fatture arrivano da noi e noi le paghiamo, come possiamo facilmente dimostrare».
Altro punto sul quale si è soffermato il giudice Fenizia è quello dello spazio pubblicitario. Il contratto d´appalto stabiliva che Cemusa potesse usufruire di 5mila metri quadri di pannelli, ma dovesse metterne altri mille a disposizione del Comune. Cemusa spiega che, a causa di problemi legati alla viabilità ed al codice stradale non è stato possibile collocare tutti quelli previsti dall´appalto. Ciònonostante spiega che è stata garantita al Comune una analoga percentuale – il 20% – di spazi. Numeri e accordi che procura e finanza stanno esaminando.