Genova vende il lido dei sogni

La Stampa

Miss, champagne e primi amori nella Palazzina davanti al mare

ALESSANDRA PIERACCI

GENOVA
Dicono che Giuseppe Ungaretti abbia composto «Silenzio in Liguria» dopo essere stato sulla spiaggia del Lido nel 1922, all’epoca della Conferenza Internazionale. Di certo è che nella Palazzina Liberty affacciata sul mare da corso Italia sono sfilate tante bellissime ragazze destinate a fare la storia del cinema e del teatro italiano: tra tutte, Sofia Scicolone, miss Lido d’inverno nel 1952, prima di diventare la star Sofia Loren. Nell’estate del 1947 la più bella fu Eleonora Rossi Drago, nel 1952 Marisa Allasio, che ancora si fa notare, splendida e sportivamente elegante, nel quartiere residenziale di Castelletto. Anche Rosanna Schiaffino conquistò la fascia, nel 1954.

Passerelle di costumi da bagno via via più ridotti, passerella del costume italiano, ricordi di orchestre e smoking, abiti lunghi e spalle tornite, profumo di mare e bottiglie di champagne. Questo e molto altro è il Nuovo Lido, stabilimento balneare assolutamente inconsueto, il più grande d’Europa, fondato dal figlioccio di Garibaldi, Giuseppe Garibaldi Coltelletti, nel 1908 e poi lanciato da un intraprendente imprenditore arrivato da Milano, nel Dopoguerra, Rinaldo Rizzo, per tutti «il commendatore».

Oggi la Palazzina Liberty sul livello della strada non c’è più, sostituita da un residence poi puntualmente trasformato in lussuoso condominio, ma resta l’intera cittadella del mare, con i ristoranti, le boutique, le piscine, la palestra, l’edicola, il salone di bellezza e il coiffeur; e le barche e gli ombrelloni, la spiaggia, piccola, in verità, rispetto ai quattro piani di circa 1400 cabine, molte con doccia calda all’interno, capacità di ospitare complessivamente 10 mila persone. Un complesso la cui valutazione oscilla, a quanto pare, tra i 20 e i 40 milioni di euro.

Morto il commendatore che aveva di fatto creato il Nuovo Lido, ritiratasi la vedova Elda, lo stabilimento è stato gestito dalle figlie e ora dai nipoti, ma i fasti di un tempo si sono via via appannati in una pur esclusiva normalità. Così è finita nel dimenticatoio l’epoca in cui le bagnine fornivano un servizio quasi alberghiero, sciacquando e stendendo ai fili sui prati i costumi dei bagnanti, svanito il tempo della piscina olimpionica festonata di zampilli ornamentali e giochi d’acqua, oggi più banalmente utilizzata giusto per nuotare. E sono stati archiviati pomeriggi musicali e serate danzanti nella fescura del Garden, ricordi lontani le soirées al night club La Caravella, oggi noto ristorante e location per ricevimenti, abbandonato da lustri l’escamotage di intraprendenti mamme di periferia che mandavano le figlie ai bagni per trovare il buon partito.

Ma la piccola città sul mare del quartiere di Albaro, dove un tempo c’erano solo prati, sabbia e rocce, si presta a grandi trasformazioni imprenditoriali. Le voci parlano di tre progetti e tre cordate, una farebbe capo al vicepresidente della Fiera del Mare, Mario Corica (grande base velica con realizzazione di una diga di protezione, aree per lo sport e il fitness), la seconda guidata da un noto immobiliarista (un villaggio del benessere per attirare turismo internazionale), la terza riconducibile al gruppo «Qui» di Giorgio Fogliani, già proprietario di due ristoranti del Lido (si parla di una grande piazza sul mare con centro congressi).

In attesa di vedere il futuro, però, al Nuovo Lido si respirano i profumi del ricordo. Nacque qui il Festival della Canzone Latina: era il ‘55, presentavano Isa Bellini ed Enzo Tortora, la francese Juliette Greco, la portoghese Amalia Rodrigues. La «Caravella» inaugurata dal commendator Rizzo nel 1958, per festeggiare il mezzo secolo di vita dello stabilimento balneare, ha visto sfilare, come ospiti e come frequentatori, decine di celebrità. Nella storia del Lido rimane memorabile il gala del 31 luglio, quando arrivarono puntuali sul mare di corso Italia i più noti liguri del momento: Vittorio Gassman, Lauro Gazzolo, Gilberto e Rina Govi, Lina Volonghi, il soprano Margherita Carosio, il violinista Renato De Barbieri, il maestro Alberto Erede, Pippo e Isa Barzizza, il maestro Angelo Questa. Mancava Ungaretti, ma inviò i versi di «Silenzio in Liguria».

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