di Marco Ottanelli – DemocraziaLegalità
Perchè Mastella? Perchè la moglie di Mastella? Perchè l’Udeur? Cosa insiste sul partito del terzo classificato alle primarie dell’Ulivo?
La spiegazione delle tante, tantissime inchieste che da anni stanno interessando l’Udeur sta, manco a dirlo, nella politica.
Tra gli arrestati di questo partito, assieme alla signora Lonardo, lo ricordiamo, c’è anche Luigi Nocera, assessore all’ambiente della Regione Campania. Durante i momenti più duri e violenti della crisi di Pianura, con la immondizia putrefatta a tonnellate per le strade del napoletano e del casertano, l’assessore addetto si trovava prima a Bali, in delegazione con il Ministro Pecoraro Scanio al vertice mondiale sull’ambiente (e ne avrà avuti di consigli da dispensare, immaginiamo) e poi in vacanza a Praga, da dove, generosamente, dichiarava di “tenersi costantemente aggiornato” sulla situazione. L’immagine di quei rifiuti è l’immagine di una classe politica marcia, colpevole o collusa o connivente, indegna della posizione che occupa e gonfia di personaggi tragicamente ridicoli e grottescamente dannosi.
Come negli anni ’80 e ’90 del secolo passato il PSI di Bettino Craxi, così da un decennio l’Udeur di Mastella (son cose personali, i partiti, in Italia) gioca il ruolo di “ago della bilancia”, ovvero si pone come fattore necessario per determinare la maggioranza: Il PSI, alleato della destra democristiana, scatenava crisi di governo ad ogni piè sospinto ogni volta che le sue pretese non erano accolte dal potente alleato, intrigando con le correnti interne della Balena Bianca e minacciando sempre l’alternativa di sinistra, il governo con il PCI, che era comunque realtà nelle amministrazioni rosse. Regioni, province, comuni, governo: con la “destra” o con la “sinistra”, il PSI era sempre al potere. A Firenze compì il suo capolavoro, governando con il sindaco Morales assieme ai comunisti, e poi, la legislatura immediatamente successiva, con lo stesso Morales con il CAF.
Il PSI era ovunque. In ASL, in rettorati, in consigli di amministrazione, in posti di sottogoverno e nei ministeri più ghiotti, era sempre lì. Perchè, con il suo potere di ricatto, tutti i partiti, tutte le correnti, tutti i potentati gli concedevano di più, sempre di più, fino all’illecito. Da lì al ‘saccheggio’ il passaggio fu naturale, scontato, quasi obbligatorio.
L’Udeur ha avuto una marcia di più: non ha minacciato di cambiare schieramento, lo ha fatto. Più volte.
Clemente Mastella ha navigato dalla “sinistra” demitiana della DC al Polo delle Libertà, al Governo D’Alema, all’Unione, sempre però minacciando, insinuando, paventando tradimenti o voti a favore, a seconda delle circostanze.
In Calabria, come in Campania, come in Lucania, c’è un Udeur ovunque, ora che i socialisti si son dispersi.
In Campania addirittura la moglie di Clemente chiede e ottiene di diventare presidente del consiglio Regionale e gli altri partiti di centro sinistra, proni, concedono.
In Campania, come in Calabria, come nel Parlamento nazionale, gli Udeur fanno il buono ed il cattivo tempo, per uno stipendio da senatore in più bloccano le istituzioni (ricordate il giochetto “Franco/Francesco” Marini?), per un assessorato in più spavaldamente transitano da un esponente dell’Opus Dei ad un direttore sanitario, da un esponente della criminalità ad un politico amico e consenziente.
E’ questo, in Italia, essere l’ago della bilancia: avere le mani libere, sicuri di suscitare non lo scandalo negli uni e negli altri, ma l’appoggio incondizionato di destra , centro e sinistra, tutti così assetati di potere da desiderarlo ad ogni costo. A qualunque costo. Anche al costo che gli impone l’Udeur.