Il Secolo XIX
Il 20 ottobre 2006 era stato gambizzato mentre faceva il buttafuori in un locale, ma se l’era cavata. Questa volta l’ex campione europeo di pugilato dei medi (1989), Francesco Dell’Aquila, alcuni precedenti penali per droga, è finito in guai ancora più seri: i carabinieri lo hanno arrestato in flagranza di reato con l’accusa di estorsione per essersi fatto consegnare un `pizzo´ di 300 euro, una rata settimanale, dal titolare di un locale notturno a Genova.
Uscito dal piccolo ufficio della vittima insieme con un complice, il pluripregiudicato Pietro Bruno, 70 anni, anche lui finito in carcere con la stessa accusa, l’ex campione è stato bloccato dai carabinieri che lo tenevano sotto osservazione e si è trovato con le manette ai polsi. Stamani, il giudice per le indagini preliminari Maurizio De Matteis, dopo avere esaminato le prove, tra cui il filmato del pagamento del pizzo, ha convalido l’arresto mettendo il sigillo a una indagine che i carabinieri di Genova avevano iniziato lo scorso novembre.
I militari erano finiti sulle tracce dell’ex pugile dopo una aggressione alla vittima dell’estorsione. Per alcune sere, Dell’ Aquila aveva giocato al videopoker nel discobar dell’uomo, un genovese di 40 anni incensurato, e poichè aveva perso molti soldi aveva chiesto di averli indietro.
Al rifiuto del titolare, era tornato alla carica, e dopo le minacce era passato alle maniere forti, sferrando un pugno al volto del gestore che gli ha fracassato la mascella. L’uomo, impaurito, non voleva sporgere denuncia ma i carabinieri lo hanno convinto a farsi aiutare e hanno scoperto che Dell’Aquila e il suo socio, come risulta nell’atto d’accusa, gli avevano chiesto di consegnare 300 euro la settimana, le eventuali nuove perdite al gioco dell’ex pugile, e anche le consumazioni al bar.