la Repubblica
Incompatibile? Il sindaco in tribunale
ESISTE un conflitto di interessi per Marta Vincenzi? E’ compatibile il ruolo di sindaco di Genova con le attività dei familiari – il marito Bruno Marchese e la figlia – soci di maggioranza d’ una società che avrebbe alcuni enti locali nel suo portafoglio-clienti? Stamani alle 11.30, undicesimo piano del tribunale, è in programma la prima udienza del procedimento voluto dalla Casa della Legalità e della Cultura, la onlus presieduta da Christian Abbondanza che accusa il primo cittadino. Sarà Antonio Di Mundo, presidente del Tribunale, ad occuparsi personalmente della delicata vicenda. Gli interessi della famiglia Vincenzi-Marchese saranno tutelati da due fuoriclasse del Foro, Lorenzo Acquarone e Waldemaro Flick. La Casa della Legalità e della Cultura vuole sapere se alla Igm Engineering «abbiano in corso concessioni, affidamenti d’ incarico, consulenze e/o partecipazioni a gare del Comune di Genova, delle società da questo partecipate e/o controllate. Per accertare le cause di incompatibilità sancite dalla legge per Marta Vincenzi e, in conclusione, procedere alla proclamazione di decadenza della stessa dalla carica di sindaco». Bruno Marchese, marito del sindaco, giura: «Non abbiamo mai lavorato per gli enti pubblici liguri, Comune, Province, Regione e società partecipate». Ha presentato un elenco di «clienti» della sua società, creata insieme ad altri dirigenti Italimpianti quando il colosso delle partecipazioni statali era affondato lasciandoli senza lavoro. Ma Abbondanza rilancia, parla di lavori per Finporto e Sviluppo Genova, chiede di verificare eventuali triangolazioni con Marcellino Gavio perché la sua Impregilo («Nel cui cda siede Maurizio Maresca, nuovo consulente di Marta Vincenzi») ha acquisito una fetta di una delle società che figurano tra i clienti di Igm, la Fisia. E ricorda quei 50.000 euro che nel 2004 la società di Marchese versò ai Ds. «Mia moglie era la candidata al Parlamento europeo; mi sembrava positivo dare un contributo invece di andare a chiedere quattrini in giro», spiega il marito del sindaco.
Massimo Calandri