Corriere della Sera
Investigatori italiani stanno collaborando con la polizia tedesca
Strage Duisburg, massicci controlli a San Luca
Si teme un nuovo capitolo della faida tra i Nirta-Strangio e i Pelle-Vottari.
Obiettivo dei killer sarebbe stato Marco Marmo
SAN LUCA (REGGIO CALABRIA) – Dopo la strage a Duisburg, in Germania, con la morte di 6 persone nell’ambito della faida che va avanti da 16 anni tra le famiglie dei Nirta- Strangio da una parte e dei Pelle-Vottari dall’altra, si intensifica la rete di controlli delle forze dell’ordine nella zona di San Luca per prevenire possibili reazioni. Una cinquantina di perquisizioni domiciliaria carico di altrettante persone ritenute vicine ai due clan sono state compiute da Polizia di Stato e carabinieri nella notte a San Luca. Alcune delle case perquisite sono risultate completamente disabitate poiché gli uomini dei clan direttamente coinvolti nella guerra di `ndrangheta le hanno lasciate da tempo per potersi proteggere da eventuali agguati. Le forze dell’ordine stanno presidiando in forze il territorio, controllando le strade di accesso al paese e quelle interne del centro abitato. Lo scopo è soprattutto quello di bloccare sul nascere qualsiasi risposta alla strage che potrebbe essere messa in atto dal gruppo Vottari-Pelle. Un’eventualità che viene presa in seria considerazione dagli investigatori. Nella città tedesca intanto sono arrivati due inquirenti italiani (un dirigente ispettore della squadra mobile per la lotta alla criminalità organizzata da Reggio Calabria e un ufficiale dei carabinieri del Ros da Roma) per collaborare con la polizia tedesca. I due hanno avuto tra mercoledì sera e giovedì mattina riunioni con i colleghi tedeschi, dalle quali finora nulla è trapelato.
OBIETTIVO – Sul fronte delle indagini, è emerso che sarebbe stato Marco Marmo l’obiettivo dei killer. Un’ipotesi che viene presa sempre più in considerazione dagli investigatori. Contro Marmo si sarebbe abbattuta la vendetta del gruppo Strangio-Nirta che lo considerava il responsabile dell’omicidio di Maria Strangio, moglie di Giovanni Nirta, uno dei presunti capi della cosca, che era insieme alla donna e restò illeso. Nell’agguato restò ferito anche un bambino di cinque anni, nipote della Strangio.
RISCONTRI – Dalle indagini erano emersi riscontri sulla presunta partecipazione di Marco Marmo all’omicidio di Maria Strangio. Riscontri che erano al vaglio degli inquirenti per l’adozione di eventuali provvedimenti a carico del giovane. Sabato scorso a Marmo la Questura di Reggio Calabria aveva notificato un avviso orale nell’ambito delle indagini sulla faida. La polizia sta adesso tentando di accertare perché gli assassini, anziché concentrare la loro attenzione soltanto su Marmo, abbiano deciso di uccidere insieme al giovane anche le cinque persone che erano insieme a lui.
«LASCIATECI IN PACE» – A Duisburg intanto si è chiusa nel silenzio la famiglia di Sebastiano Strangio, il cuoco 39enne ucciso la notte di Ferragosto davanti alla pizzeria dove lavorava. Al citofono dell’abitazione degli Strangio, in una elegante stradina a pochi passi dal corso principale della città tedesca, una voce maschile risponde: «Lasciateci in pace, è molto stressante». E alla richiesta di raccontare la propria versione dei fatti la stessa voce maschile, fortemente alterata, risponde con un secco «no».
DUE VITTIME FIGLIE DI UN EX POLIZIOTTO – Dalla Calabria emergono nuovi particolari sulle vittime di Duisburg. Due di loro, i fratelli Francesco e Mario Pergola, di 20 e 22 anni, erano figli di un appuntato della Polizia di Stato in pensione che era in servizio nel Commissariato di Siderno. Francesco e Mario Pergola avevano lasciato da alcuni anni Siderno e si erano trasferiti a Duisburg, dove lavoravano nel ristorante «da Bruno» nei pressi del quale è avvenuta la strage. I due fratelli tornavano di rado in Calabria.
PRODI – E sull’eccidio di Duisburg interviene anche il presidente del ConsiglioRomano Prodi. «Faccio appello alle giovani generazioni del Mezzogiorno d’Italia perchè ci aiutino a fare veramente questo cambiamento storico» nella lotta alla criminalità organizzata ha detto il premier, sottolineando che «il Governo italiano ha iniziato una lotta contro la criminalità organizzata fortissima». Dell’argomento ha scritto sul suo blog anche il ministro delle Infrastrutture, Antonio Di Pietro. «Tra tutte le priorità di questo Governo, e sono molte grazie al Governo Berlusconi che lo ha preceduto, la lotta alla criminalità organizzata deve diventare la prima. Oggi mi sembra sottovalutata per i suoi effetti a livello economico, politico e sociale».