De Sena: “Cosche mai così feroci”. Ma Duisburg la ‘ndrangheta pesa

la Repubblica

I Ros: calabresi coinvolti nel narcotraffico e in attività “lecite”
Catena di posti di blocco a San Luca nel timore di ritorsioni
De Sena: “Cosche mai così feroci”
Ma a Duisburg la ‘ndrangheta pesa
Il ministro Amato: “E’ la coda di un delitto fra famiglie. Ora bisogna evitare un terzo atto” Grasso: “Le vittime erano fuggite per evitare la faida. Novità assoluta l’esecuzione all’estero”

ROMA – Si tratta di “un regolamento di conti senza precedenti, anche perché è avvenuto in un paese straniero ed è la prima volta che accade”: è questo il commento di Luigi De Sena, ex prefetto di Reggio Calabria, sul massacro di sei italiani, tutti calabresi, a Duisburg. Vittime, secondo gli inquirenti, della faida di San Luca fra cosche rivali della ‘ndrangheta. “La presenza calabrese in Germania – ha ricordato ancora il vicecapo vicario della polizia – è molto forte ma finora aveva tenuto un profilo basso, cercando di non attirare attenzioni. Ora bisogna capire cosa è successo”. Anche il ministro degli Interni Giuliano Amato conferma la pista della faida. “E’ la coda di un delitto tra famiglie, il cui autore è una delle persone uccise. Sembra che avesse dei timori perché pare che fosse alla ricerca di armi per difendersi. La giustizia lo aveva già identificato per il delitto di San Luca, ma i killer lo hanno raggiunto prima. Ora bisogna massima attenzione perché giù non ci sia un atto terzo della tragedia”, ha detto Amato. Il procuratore antimafia Pietro Grasso sottolinea “l’assoluta novità” del massacro compiuto all’estero. Le vittime erano andate in Germania per sfuggire ad una faida, dice ancora Grasso, particolarmente sanguinosa: colpisce persone in maniera indiscriminata, donne e bambini, in base all’appartenenza a certe famiglie. Una “guerra infinita” contro la quale occorre prendere provvedimenti, per evitare che continui.

Le indagini. Sono già in Germania gli investigatori italiani, mente la polizia locale continua comunque a indagare in tutte le direzioni. A Duisburg sta andando anche un gruppo della Squadra mobile di Reggio Calabria capeggiato dal vicedirigente Luigi Silipo e sono già partiti un gruppo di carabinieri del Ros e del comando provinciale di Reggio Calabria. Alle indagini lavora l’Interpol di Roma, in contatto con i colleghi di Duisburg e con la questura di Reggio Calabria. Una delle prime ipotesi avanzate dagli inquirenti è che il commando omicida sia partito dalla Calabria. “La macchina investigativa è partita dalle prime ore della mattinata, appena appreso l’evento delittuoso – ha detto il direttore della Criminalpol , dottor Nicola Cavaliere – L’ufficiale di collegamento italiano dell’Interpol a Wiesbaden si è messo in contatto con gli investigatori della squadra mobile di Reggio Calabria, che già seguivano da tempo la vicenda della nota faida. Sono in corso gli accreditamenti per far partire personale dell’Interpol Italia e investigatori per recarsi sul luogo del delitto”. E domani mattina a Reggio Calabria si svolgerà un vertice con il direttore dell’anticrimine Francesco Gratteri per organizzare le indagini e le misure preventive per le possibili ripercussioni della strage sul territorio calabrese.

Posti di blocco a San Luca. Carabinieri e polizia hanno potenziato il controllo del territorio nella zona di San Luca allo scopo di prevenire possibili ritorsioni dopo la strage. I posti di blocco sono stati istituiti lungo le principali strade di accesso al paese, a cominciare dalla statale 106 jonica e lungo alcune arterie provinciali . Sono state controllare molte automobili e identificate decine di persone. Controllo continuo anche alle abitazioni delle famiglie coinvolte nella faida. Rientro forzato dalle ferie, intanto, per i vertici delle forze dell’ordine a Reggio Calabria. I dirigenti degli uffici della Polizia di Stato impegnati nell’attività investigativa, con in testa la Squadra mobile del capoluogo ed il Commissariato di Siderno, sono tutti ritornati in servizio.

Le mani delle cosche a Duisburg. In Germania, e in special modo a Duisburg, vivono centinaia di calabresi originari di San Luca: molti di loro hanno interessi nel settore del narcotraffico. La gran parte ha avviato attività economiche lecite, conquistando posizioni di rilievo negli ambienti economici e sociali. Secondo i Ros, però, ci sono anche coloro che riciclano i proventi delle loro attività illecite in importanti investimenti economici. Molti degli alberghi e dei ristoranti più esclusivi di Duisburg sarebbero il frutto, sempre secondo i Ros, di tali investimenti illeciti .

Tra gli hotel di lusso di proprietà di un sanlucoto c’è anche quello dove ha alloggiato la nazionale italiana di calcio in occasione degli ultimi mondiali.

 

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