Bruno Contrada era mafioso. La Cassazione: 10 anni

Ieri è arrivata la condanna definitiva a 10 anni di reclusione per concorso in associazione mafiosa inflitta a Bruno Contrada, l’ex funzionario del Sisde. Lo ha sentenziato la sesta sezione penale della Cassazione che ha respinto l’ennesimo ricorso dei difensori del funzionario mafioso, accogliendo le richieste della pubblica accusa, che nella requisitoria di Antonello Mura affermava come Contrada sia “colpevole al di là di ogni ragionevole dubbio”.

Contrada aveva già scontato oltre due anni di carcere ed oggi torna in cella. La sesta sezione penale, presieduta da Giorgio Lattanzi, ha ritenuto valida la tesi dell’accusa che aveva considerato veritiere e attendibili le dichiarazioni di una decina di pentiti (tra cui Tommaso Buscetta a Giovanni Brusca) secondo cui Contrada ha fatto spesso gli interessi di Cosa nostra.

Per il pm antimafia Antonino Ingroia, che ha rappresentato l’accusa del primo processo a Contrada, la sentenza di condanna “è una conferma del fatto che la Procura di Palermo negli anni ’90 non ha gestito processi-spettacolo o politici, come qualcuno ha detto, ma processi probatoriamente solidi, come ha riconosciuto la Cassazione ”.

 

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