Imi-Sir, Previti approfitta dell’indulto

Repubblica online

La domanda presentata dai suoi legali al Tribunale di sorveglianza di Roma
Condannato a sei anni di reclusione, attualmente è un deputato agli arresti domiciliari

Imi-Sir, Previti approfitta dell’indulto “Chiedo l’affidamento ai servizi sociali”

MILANO – Cesare Previti, tramite i suoi legali, ha chiesto l’affidamento in prova ai servizi sociali al Tribunale di Sorveglianza di Roma. I tempi per chiedere l’affidamento sarebbero maturi in quanto l’ex ministro, condannato in definitiva a sei anni di carcere per la vicenda Imi-Sir, usufruisce della recente legge sull’indulto.

Previti, che è in attesa del giudizio della Cassazione sulla vicenda Sme (l’udienza è fissata per il prossimo 24 novembre), si trova agli arresti domiciliari dallo scorso 10 maggio ed è, come è stato fatto sapere, “sereno e tranquillo”. Il Tribunale di Sorveglianza non ha ancora fissato la data dell’udienza relativa alla richiesta.

Rieletto alla Camera dei deputati alle ultime elezioni politiche dello scorso aprile, Previti è formalmente ancora un parlamentare della Repubblica. Proprio ieri la Corte di cassazione ha reso noto le motivazioni della sentenza con cui ha confermato la condanna pronunciata nei suoi confronti dalla Corte d’appello di Milano. La suprema corte definisce il ruolo svolto dall’ex collaboratore di Berlusconi nella vicenda Imi-Sir quello del “difensore occulto” e ribadisce l’esistenza di indizi “gravi, precisi e concordanti” secondo i quali “il ruolo di intermediario-corruttore svolto da Previti emerge in maniera eclatante”.

La Cassazione, inoltre esclude “perentoriamente” che il Gup di Milano abbia leso le prerogative di parlamentare di Previti, non concedendogli il legittimo impedimento a comparire alle udienze successive alla prima.

 

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