Beni confiscati a Cosa Nostra nel cuore di Genova

Confisca passata in giudicato per uno dei boss storici di Cosa Nostra a Genova, Rosario Caci, facente capo alla decina gelese degli Emmanuello, attiva oltre che in Sicilia, tra Lombardia, Liguria e Piemonte [vedi qui la Sentenza passata in giudicato].

L’azione di bonifica promossa dal Centro Operativo D.I.A. di Genova deve vedere ora una ricaduta sul territorio, allargandosi ad una zona, quella di Vico delle Mele, prigioniera di un controllo del territorio sistematico, che garantisce alle mafie ogni spazio di azione utile a perseguire gli affari tra sfruttamento della prostituzione e spaccio di stupefacenti.

Per questa ragione il gruppo della Casa della Legalità ha promosso una proposta al Comune di Genova (indirizzata al preposto funzionario Ravera) per costruire, con una rete di realtà sociali e ludiche, un riutilizzo dei beni confiscati in Vico delle Mele, capace di promuovere una ricaduta sul territorio limitrofo.

Premessa

La cultura e coscienza della legalità e dei diritti è nella nostra epoca sempre più labile, soprattutto nei territori caratterizzati da degrado urbano e sociale. Assistiamo, infatti, ad un imbarbarimento generale dei rapporti sociali e conflittuali, sempre più spesso fuori dalle regole di una civile convivenza ed in un panorama socio-economico caratterizzato da un aumento vertiginoso della povertà. Tutto ciò avviene nel contemporaneo viaggio dei migranti di terre povere del pianeta alla ricerca di una ‘speranza di vita’ che nel proprio Paese non avrebbero.

In questo quadro trovano maggiore possibilità di reperire manovalanza i sodalizi criminali delle mafie, italiane e straniere. Ciò non soltanto attraverso il controllo di buona parte dell’immigrazione clandestina, ma anche nello sfruttamento dei minori e delle donne per lavoro o prostituzione. A questo, pensando a spazi di territorio abbandonati, si lega anche l’ultimo tassello del mercato della droga: lo spaccio.

Il Centro Storico di Genova è stato caratterizzato da un’evoluzione contrastante. Vi sono le parti risanate, abbellite e tenute pulite che rappresentano i percorsi turistici, quella cosiddetta “immagine ritrovata” della città. Abbiamo prevalentemente in questo pezzo di città antica i locali, le attività che portano passaggio e vita anche nelle ore notturne, costituendo un naturale contrasto all’abbandono.

Siamo, però, in presenza di una più ampia fetta di quartiere abbandonata a se stessa, priva di ogni concreto e visibile recupero urbano e sociale. Anche la scelta di chiudere con cancellate determinati vicoli per contrastare presenze criminose, non poteva e non ha risolto il problema.

Nel cuore antico della città convivono ormai da decenni culture e etnie profondamente diverse, il tessuto commerciale è mutato in conseguenza, come sono cambiati i profumi. Questa evoluzione si è sviluppata praticamente in modo ‘invisibile’ alla città.

Finalità

Diffondere i valori della legalità e della giustizia sociale alla comunità, o meglio, alle comunità che vivono quotidianamente il Centro Storico genovese, e più in generale la città.

Contribuire con questo a raccogliere testimonianze e segnalazioni su problematiche connesse ad atteggiamenti e pratiche criminose e mafiose, da segnalare alle competenti autorità, cercando di promuovere un primo contatto tra “vittime” e “autorità” al fine di permettere un dialogo rapido.

Promuovere interventi di consulenza gratuita a quanti si rivolgeranno allo “Sportello della Legalità e dei Diritti”, sulle diverse problematiche (tossicodipendenze e alcolismo, lavoro nero o minorile, pedofilia, sfruttamento della prostituzione, usura e pizzo, immigrazione, alimentazione e ambiente, diritti umani in genere e diritti dell’infanzia, maltrattamenti di qualsiasi genere).

Inoltre se si individueranno le competenze volontarie disponibili, saranno anche attivati dei “laboratori” per i bambini, fortemente centrati sul dialogo tra culture e sull’insegnamento delle lingue, al fine di una corretta e concreta azione di integrazione rispettosa delle differenze ma centrata sul rispetto dei diritti e dei doveri di ogni individuo.

In questo quadro le attività ludiche sono uno strumento giudicato essenziale (e necessario per garantire l’apertura anche serale dei bassi) e qui si inseriscono, oltre alla Ludoteca Labyrinth altri soggetti già coordinati come la Scuola di Scacchi Genovese della FSI-CONI, il Circolo Scacchistico Genova Scacchi ed il Circolo Damistico Genovese A. Battaglia, oltre alle molteplici attività del C.S.I. Centro Sportivo Italiano.

E’ soprattutto tra le giovani generazioni che occorre operare non solo per la diffusione della cultura della legalità e della giustizia sociale, ma anche per promuovere una concezione del “gioco”, come dello “sport”, quale strumento di divertimento e incontro, fuori dalla logica perversa e condizionante del “vincere” e dell’azzardo, che sempre più spesso vedono fenomeni di “dipendenza”.

Sarà inoltre necessario, al fine di rendere più efficace il contributo al risanamento del Centro Storico che lo “Sportello” vuole fornire, che il Comune di Genova si attivi per rendere maggiormente visibile e vivibile lo spazio ove lo Sportello sarà attivato.

L’appartamento sovrastante sarà utilizzato come sede di custodia della struttura ma anche e soprattutto come struttura “aperta e protetta” per l’assistenza di persone con necessità di supporto immediato, in attesa dell’intervento dei competenti Servizi. (si segnala che tale necessità si è anche manifestata nell’attività di contrasto alle organizzazioni mafiose, proprio a Genova).

Modalità di attuazione

Lo “Sportello della Legalità e dei Diritti” avrà un’apertura minima settimanale di 36 ore su 6 giorni (dal lunedì al sabato) e sarà suddivisa inizialmente con tre ore mattutine e tre ore pomeridiane al giorno, per essere meglio modulata e potenziata a seguito delle verifiche dopo qualche mese di rodaggio.

Naturalmente sono escluse dall’orario dello Sportello le aperture per le attività ludiche serali rivolte ai ragazzi – ed anche agli adulti – per la promozione del gioco “per divertirsi” e non per “vincere” nonché per rendere, con la presenza e le attività, più ampia la “bonifica” del territorio circostante.

Lo “Sportello”, che sarà coordinato dalla Casa della Legalità, vedrà una suddivisione degli orari di apertura per attività, ferma restando la nostra attivazione per poter garantire che qualunque sia il referente di turno questi sappia dare risposte e indicazioni precise sulle altre attività e problematiche.

Saranno realizzate delle apposite schede di rilevazione per poter assumere tutti i dati necessari, sia delle segnalazioni che delle richieste, per comprendere i fenomeni e comunicarli agli uffici eventualmente interessati o coinvolti.

Ogni contatto, segnalazione o richiesta allo Sportello, saranno registrate su un apposito registro, al fine di permettere un’adeguata classificazione e per poter definire sia le verifiche, sia un quadro statistico delle attività.

Ogni 6 mesi verrà redatta una relazione pubblica contenente le informazioni (ad esclusione dei dati sensibili degli utenti e delle informazioni trasmesse alle Autorità di PS per lo svolgimento di indagini) per evidenziare le problematiche più significative ed in generale tutte le attività svolte.

La struttura avrà come supporto costante la “Casa della Legalità e della Cultura”, sia con la propria sede centrale, sia del Circolo genovese “liberaMente”. Questo al fine di non lasciare isolato uno spazio di attività delicata e importante come lo Sportello. Per agevolare il “contatto” di quanti/e vogliono effettuare segnalazioni e soprattuto per aiutare le vittime che cercano un “primo contatto”, crediamo che uno “Sportello” nella stessa struttura che ospita anche altre attività, come quelle ludico-sportive, possa contribuire a vincere la paura di una cultura omertosa che purtroppo è presente anche nella nostra società. Per la stessa ragione crediamo sia fondamentale che via sia una linea telefonica attiva 24 ore su 24 (nelle ore notturne con segreteria telefonica), dove anche le vittime di prepotenze e violenze possano rivolgersi per un “primo contatto”, superando quindi la paura che spesso blocca le richieste di aiuto.

Sinergie

Oltre ai rapporti con gli Uffici delle Forze dell’Ordine e dei settori investigativi (con i quali già collaboriamo), che saranno necessari per le segnalazioni che giungeranno allo Sportello, sono ulteriormente necessari rapporti costanti con:
– Ispettorato del Lavoro
– Ufficio Stranieri della Questura
– Assessorato Sicurezza del Comune di Genova
– Municipio Centro-Est
– Uffici del Tribunale Minorile
– Distretto Sociale
– Distretto Sanitario e altri settori della ASL
– Consultori
– Parrocchie (principalmente San Siro considerando le attività che già promuove)
– Scuole
– Fondazione Antiusura della Diocesi Genovese
– Prefettura e Commissariato Anti-Racket

Tra le realtà da coinvolgere nel progetto, oltre alla Casa della Legalità, vi sono la Fondazione Antonino Caponnetto, la Comunità di San Benedetto, Legambiente, Terre des hommes, l’Unione Donne Italiane e la Consulta Ligure dei Consumatori.

Promozione

Saranno realizzati appositi volantini informativi sull’attività ed i servizi dello “Sportello della Legalità e dei Diritti” in più lingue. Sarà inoltre richiesta al Comune di Genova ed al Celivo la collaborazione per la stampa di un pieghevole e di un manifesto informativo sull’attività ed i servizi attivati.

Inoltre sarà attivato un apposito sito internet, con un proprio dominio specifico, al fine di garantire una più ampia conoscenza delle attività promosse ed anche la possibilità di contatto con la struttura nascente.

Inoltre si possono prefissare, oltre a quella di presentazione dello Sportello, conferenze stampa periodiche al fine di rendere conto pubblicamente delle attività e dei risultati raggiunti (indicativamente una ogni 6 mesi).

Reperimento fondi necessari

Per la realizzazione del progetto occorre certamente reperire fondi necessari non solo per la sistemazione dei locali, ma anche per il mantenimento strutturale (riscaldamento, energia elettrica, gas, acqua) e per il funzionamento e lo svolgimento delle attività (computer con stampante e scanner, fotocopiatrice, fax, linea telefonica e Adsl, segreteria telefonica, arredi per abitazione, arredi e materiali d’ufficio, materiali per le attività ludiche ed il laboratori).

Naturalmente il funzionamento sarà garantito dall’opera di volontaria sia per la attività dello Sportello, sia anche per le attività educative e ludico-sportive. Questo quale decisivo contributo delle associazioni e strutture coinvolte per la realizzazione del presente progetto.

Per quanto concerne le spese di mantenimento strutturale e per la sistemazione dei locali si propone da subito che vengano coperte dal Comune di Genova, sia attraverso l’operato dei propri Uffici, sia attraverso i propri fornitori.

Per il reperimento dei fondi e delle attrezzature necessarie sarà necessario procedere sia al reperimento delle risorse attraverso i fondi degli Enti locali, della Regione Liguria e della Fondazione Carige, nonché chiedendo il sostegno a privati attraverso sponsorizzazioni anche con fornitura dei materiali ed attrezzature necessarie.

Per quanto concerne la stampa del materiale promozionale si richiede che vi provveda il Comune di Genova. Per quanto concerne la gestione del sito-internet dello “Sportello della Legalità e dei Diritti” si procederà a realizzarlo gratuitamente grazie a collaborazioni gratuite.

Un indicazione precisa dei costi sarà possibile una volta che si sarà effettuato un sopralluogo e che si sarà verificato non solo lo stato dei locali, ma anche le loro caratteristiche interne. A seguito di un preventivo dettagliato e preciso sarà quindi utile procedere ad una riunione operativa con gli Uffici comunali competenti al fine di predisporre un piano finanziario su cui richiedere l’intervento degli altri Enti pubblici e privati.

[AGGIORNAMENTO: da parte del Comune di Genova NON è mai giunta alcuna risposta in merito alla proposta]

L’articolo de “La Repubblica” – del 29.12.2005 – sul progetto di gestione a fini sociali presentato dalla Casa della Legalità:

IL CASO – Centro storico, confiscati e destinati a ludoteca gli immobili di proprietà della mafia
UNA CASA PER FAR GIOCARE I BAMBINI
AL POSTO DEI BASSI DELLE “LUCCIOLE”
di Marco Preve

Le loro inquiline erano prostitute, e il loro padroni di casa la mafia trapiantata a Genova. Ma tra poco tempo, alcuni bassi dei vicoli potrebbero ospitare uno “sportello della legalità” e una ludoteca per i bimbi dei caruggi. Tutto questo sarà possibile grazie alla confisca definitiva, sancita nei giorni scorsi dalla Cassazione, di due appartamenti della zona di via Orefici, più tre “bassi” nei dintorni della Maddalena, tutti utilizzato per lo sfruttamento della prostituzione.
Locali che erano stati sequestrati a seguito di indagini patrimoniali della Dia, la Direzione Investigativa Antimafia di Genova. I beni immobili, valutati intorno al mezzo milione di euro, appartengono ad un pregiudicato già in carcere (condannato a 18 anni e sei mesi), affiliato al clan mafioso degli Emmanuello-Fiandaca, guidato dal noto boss Piddu Madonia. Rosario Caci, di 50 anni, originario di Gela ma da anni residente nel capoluogo ligure. Per gli investigatori che si sono spesso occupati di lui, in particolare il pm Anna Canepa, è uno dei boss della città vecchia, ed avrebbe dato ospitalità a latitanti mafiosi di un certo livello. Per anni avrebbe gestito diverse “case chiuse” nel centro storico, a volte intestandole alla sua convivente. La confisca verrà ora gestita dalla Corte d’Appello di Caltanissetta che aveva pronunciato la prima sentenza di sequestro.
La legge sui beni mafiosi prevede, dopo la confisca definitiva, l’assegnazione degli stessi ad associazioni ed organismi che operano nel sociale e non hanno fini di lucro. Nei prossimi giorni i giudici siciliani riceveranno il primo progetto di riutilizzo che ha come capofila i promotori locali della Casa della Legalità (l’associazione del movimento antimafia legato a Rita Borsellino, sorella del magistrato ucciso dalla mafia), e la Fondazione Antonino Caponnetto, la Comunità di San Benedetto, Legambiente, Terre des hommes, l’Unione Donne Italiane e la Consulta Ligure dei Consumatori.
«La nostra intenzione – spiega Christian Abbondanza, animatore della Casa della Legalità di via Piombelli a Rivarolo – è quella di creare uno spazio con due caratteristiche. La prima è la nascita di uno sportello della legalità e dei diritti per aiutare chi in situazioni ambientali difficili vuole comunque ribellarsi alle imposizioni dei poteri criminali. E poi vorremmo creare uno spazio per i bambini del centro storico, in cui abbinare momenti ludici a quelli dell’educazione alla legalità».
Negli ultimi tempi sono sensibilmente aumentati in Liguria i provvedimenti di sequestro e confisca di beni come misure di prevenzione antimafia. In particolare gli ultimi provvedimenti sono stati frutto di lunghe indagini dei finanzieri del Gico, Gruppo investigativo criminalità organizzata, e degli investigatori della Dia, la direzione antimafia


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